Scatta la trappola del sesso virtuale, così l’amore sul web diventa un ricatto

Lui pensava fosse amore, invece era un’estorsione. Luana in chat stava solo recitando un copione, ripetuto chissà quante volte. “Sono romagnola, ho 20 anni, mi sento intrappolata nella mia vita, parlare con te mi fa sentire libera, mi sto innamorando di te, dai spogliamoci davanti alla webcam… “. Luana è una ragazza bionda e di forme generose, ma non è romagnola (probabilmente è russa o ucraina), non si chiama Luana e non è innamorata. È un gancio. Fa parte di un’organizzazione criminale internazionale dell’Europa dell’Est che ricatta gli utenti dei siti di incontri. Convince i suoi contatti a spogliarsi su Skype, davanti alla telecamera, e poi chiede loro 500, a volte 1.000 euro, per non diffondere sul web il video. Lei si tiene il 10 per cento del denaro, il resto lo gira alla banda. In Italia ha già fregato 102 persone.

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«Mia figlia vittima dei bulli sul web»

«Mia figlia è stata derisa su Facebook solo perché portava l’apparecchio ai denti. Per molto tempo ha pensato che fosse lei quella sbagliata».

A volte basta un piccolo difetto, magari comune a milioni di persone, per rimanere intrappolati nella rete dei piccoli prepotenti del web. Nel mondo degli adolescenti per chi  è «diverso»  agli occhi del gruppo  anche un  particolare aspetto della propria esteriorità o del proprio carattere può diventare un motivo per essere offesi dai coetanei non solo nella vita reale,  ma anche online.

Lo sa bene Anna (il nome è di fantasia),una mamma che si è ritrovata insieme alla figlia appena adolescente a fare i conti con una delle insidie più pericolose del web: il cyberbullismo.

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