L’azzardo sale tra gli adolescenti: un milione di giocatori nel 2015 (+3%)

 

I giocatori tra i 15 ed i 19 anni sono stati 60 mila in più dell’anno precedente. I ragazzi si dedicano soprattutto alle scommesse sportive, le ragazze preferiscono il «Gratta e vinci». Il 7% dei giovanissimi gioca quattro o più volte a settimana

articolo pubblicato su http://www.corriere.it/salute/

«Sono circa un milione gli studenti che riferiscono di aver giocato somme di denaro almeno una volta negli ultimi dodici mesi. Dal 2014 al 2015 la percentuale è cresciuta dal 39% al 42% e un 7% dei giovanissimi riferisce di giocare quattro o più volte alla settimana. L’aumento è presente in tutte le fasce d’età, in quasi tutte le aree geografiche e per entrambi i sessi, ma la percentuale più alta di giocatori resta quella fra i ragazzi, 51% contro 32% delle ragazze, l’incremento maggiore è quello di quattro punti registrato fra le ragazze 16-17enni, dal 27% al 31%. Anche il 38% dei minori scolarizzati (15-17 anni), circa 550 mila studenti, riferisce di aver giocato d’azzardo nel 2015 (erano il 35% nel 2014)”.

La ricerca

È quanto spiega Sabrina Molinaro, ricercatrice dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa e responsabile dello studio Espad®Italia, parte del progetto European School Project on Alcohol and other Drugs, indagine sui comportamenti a rischio tra gli adolescenti, che nel 2015 ha coinvolto un campione rappresentativo di circa 30 mila studenti italiani tra i 15 ed i 19 anni in tutto il territorio nazionale. «La percentuale nazionale rilevata nell’ultima indagine preoccupa anche perché fa segnare un’inversione di tendenza per la prima volta dopo 5 anni: dal 2010 al 2014 si era assistito infatti a una costante riduzione, dal 47% nel 2010 al 39% nel 2014».

Le scommesse preferite

Rispetto alle tipologie di gioco, dal 2010 è diminuita sensibilmente la quota di chi gioca al Lotto/Superenalotto (dal 31 al 21%) e al Poker texano (dal 27 al 18%), aumentano invece gli appassionati di Totocalcio/totogol (dal 10 al 29%), di altre scommesse (dal 6 al 15%) e del «Gratta e vinci »(dal 63 al 69%). Tra i ragazzi le preferite sono le scommesse sportive (67%), seguite da Gratta e vinci (63%) e Totocalcio/totogol (40%); le ragazze preferiscono il Gratta e vinci (79%), seguito da Bingo/tombola (43%) e altri giochi con le carte (24%). Tra i giocatori on line, i ragazzi sono attratti soprattutto da sommesse sportive/Totocalcio (65%) e poker texano (36%), le ragazze da Gratta e vinci/Lotto istantaneo (34%) e scommesse sportive/Totocalcio (30%). Tra i minori il divario è ancora più netto: sono stati giocatori il 46% dei maschi e il 29% delle femmine.

Dove si gioca

Per quanto riguarda i posti preferiti dai giocatori, perdono popolarità sia i locali pubblici non dedicati (bar, tabaccherie, pub), frequentati nel 2015 dal 37% dei giocatori (contro il 44% del 2014 e addirittura il 61% del 2010), sia le abitazioni private (36% contro il 40% del 2010), a favore delle sale scommesse (28%, in crescita dal 22% del 2010).

Online: pc, smartphone e tablet

Ad aver giocato online nel 2015 sono circa l’8% degli studenti, con una forte differenza di genere (14% dei maschi e 3% delle femmine) e una prevalenza crescente con l’età, dal 6% dei 15enni all’11 dei 19enni. Il 48% dei giocatori virtuali usa il pc, il 35 lo smartphone, il 15 il tablet o accede tramite internet point. I ragazzi potenzialmente a rischio sono circa l’11% . La percentuale di ragazzi già problematici) si assesta sull’8% dei giocatori.

Quanto si spende

Rimane pressoché stabile, rispetto al 2014, l’importo delle giocate: l’8% degli studenti giocatori dichiara di aver speso oltre 50 euro nell’ultimo mese, il 17% tra i 10 ed i 50 euro, mentre il 75% meno di 10 euro.

Dal punto di vista geografico, prevale il Meridione. La percentuale di giovanissimi che hanno giocato almeno una volta negli ultimi dodici mesi si attesta al 36,8% nel Nord-Ovest, 30,6 nel Nord-Est, 43,5 al Centro e al 48,8% nel Sud e nelle isole. Stessa graduatoria tra gli studenti problematici: al Nord-Ovest 5,5%, al Nord-Est 4,8%, al Centro 7,6%, nel Sud e isole 10,2%.

 

 

Cyberbullismo a scuola – Indagine del Censis

Nell’era della comunicazione digitale, dove il 91% dei giovani tra 14 e 18 anni e’ iscritto ad almeno un social network e l’87% usa uno smartphone connesso a internet, il Censis e la Polizia postale hanno avviato un percorso di ricerca per capire meglio le implicazioni dell’uso delle nuove tecnologie da parte degli adolescenti. L’obiettivo del progetto e’ costruire un quadro di analisi utile alla progettazione di campagne di sensibilizzazione per promuovere un impiego dei media digitali sempre piu’ consapevole sia delle loro straordinarie potenzialita’, sia dei rischi connessi. L’indagine e’ stata realizzata con un questionario distribuito ai presidi e ai dirigenti scolastici di tutte le scuole secondarie di primo e di secondo grado. I dati presentati si basano sulle risposte fornite da 1.727 dirigenti scolastici di tutta Italia.

Per il 77% dei presidi di scuole italiane medie e superiori intervistati internet e’ l’ambiente dove avvengono piu’ frequentemente i fenomeni di bullismo, piu’ che nei luoghi di aggregazione dei giovani (47%), nel tragitto tra casa e scuola (35%) o all’interno della scuola stessa (24%). Il 52%  ha dovuto gestire personalmente episodi di cyberbullismo, il 10% casi di sexting (l’invio con il telefonino di foto o video sessualmente espliciti) e il 3% casi di adescamento online. Per il 45% dei presidi il cyberbullismo ha interessato non piu’ del 5% dei loro studenti, ma per il 18% dei dirigenti scolastici il sexting vede coinvolto tra il 5% e il 30% dei ragazzi. Il cyberbullismo e’ un fenomeno difficile da mettere a fuoco, data la grande varieta’ di comportamenti che possono essere qualificati come bullismo digitale. Ma il 77% dei presidi ritiene il cyberbullismo un vero e proprio reato. E nel 51% dei casi accaduti il preside si e’ dovuto rivolgere alle forze dell’ordine.

LE SCUOLE DIVENTANO SEMPRE PIÙ DIGITALI: Praticamente tutte le scuole hanno un sito internet, che nel 65% dei casi e’ gestito dai docenti, nel 16% da personale non docente e nel 12% da consulenti esterni. Nell’86% delle scuole esiste una rete wi-fi, che solo nel 5% degli istituti e’ liberamente accessibile agli studenti. Il 93% delle scuole ha un laboratorio multimediale, che pero’ solo nel 17% dei casi e’ aperto anche oltre l’orario scolastico. Il 46% dei presidi e’ a conoscenza dell’esistenza di una pagina sui social network che riguarda la scuola, anche se nel 55% dei casi e’ gestita dagli studenti. Nel 47% delle scuole il responsabile della sicurezza informatica e’ un insegnante, nel 34% un consulente esterno e nel 19% un operatore amministrativo. L’identikit del cyberbullo. Per il 70% dei dirigenti scolastici i cyberbulli sono indifferentemente maschi o femmine, per il 19% invece sono in prevalenza ragazze e per l’11% soprattutto ragazzi. Il 90% dei dirigenti pensa che il fenomeno del cyberbullismo sia piu’ grave del bullismo, perche’ piu’ doloroso per chi ne subisce le conseguenze e piu’ rapido e duraturo negli effetti negativi sulla reputazione personale. Secondo il 78% dei presidi i cyberbulli tendono a colpire i ragazzi psicologicamente piu’ deboli.

– GENITORI POCO CONSAPEVOLI: Per l’81% dei dirigenti scolastici i genitori tendono a minimizzare il problema, ritenendo il bullismo digitale poco piu’ che uno scherzo tra ragazzi. Per il 49% dei presidi la maggiore difficolta’ da affrontare e’ proprio rendere consapevoli i genitori della gravita’ dell’accaduto, per il 20% capire esattamente cosa sia successo. Secondo l’89% delle opinioni raccolte il cyberbullismo e’ piu’ difficile da individuare rispetto a episodi di bullismo tradizionale, perche’ gli adulti sono esclusi dalla vita online degli adolescenti. Il 93% dei presidi ritiene poi che l’esempio dei genitori influenzi molto o abbastanza il comportamento dei cyberbulli.

– LE INIZIATIVE DELLE SCUOLE: Il 39% delle scuole ha gia’ attuato alcune azioni specifiche contro il cyberbullismo previste dalle linee di orientamento del Ministero dell’istruzione e il 63% intende farlo nel corso di questo anno scolastico. Ma nel 36% degli istituti la partecipazione non va oltre la meta’ circa dei genitori e nel 59% dei casi si ferma solo a pochi genitori. Il 48% delle scuole che hanno avviato un programma di contrasto al cyberbullismo ha attivato un programma di informazione rivolto ai genitori e il 43% uno sportello di ascolto. Solo il 10% delle scuole ha un vero e proprio programma di monitoraggio attraverso questionari rivolti a studenti e genitori.

(Fonte: DIRE- Notiziario settimanale Minori)

‘Cyberbulli al tappeto’: un manuale per ragazzi 2.0

Cyberbulli al tappeto di Teo Benedetti e Davide Morosinotto, Editoriale Scienza, è un piccolo manuale per l’uso dei social network: una raccolta di consigli, regole e norme di buon utilizzo di internet e dei social network pensata e scritta per i ragazzi 2.0.
Il libro è disponibile dal 17 febbraio in poi, ma quale occasione migliore del Safer Internet Day per parlarne?

Ilaria Cairoli su Panorama http://www.panorama.it/cultura/libri/

Cyberbulli al tappeto ha come scopo principale quello di rendere i ragazzi più consapevoli di potenzialità e pericoli degli strumenti che utilizzano quotidianamente, rendendo la vita online più sicura.
Cosa sono, che vantaggi danno e quali insidie celano i social network? Con un linguaggio semplice e diretto, i due autori, che dei social network hanno fatto anche una professione, forniscono ai ragazzi sia spunti teorici (come funziona internet, quali sono i social più utilizzati, cosa significa ban e kick, cos’è la netiquette) sia suggerimenti pratici (come impostare la privacy, come bloccare qualcuno, come si affronta un cyberbullo).

Fumetti, illustrazioni, schede e infografiche sono parte integrante del testo, che, oltre a stimolare la curiosità, rendono i concetti espressi estremamente chiari e di facile comprensione.

Considerando il rapido e drammatico aumento di casi di giovanissime vittime di cyberbullismo in Italia, diventa sempre più urgente informarsi e informare i ragazzi su come è possibile prevenire e difendersi da questo genere di attacchi, senza rinunciare a poter sfruttare tutte le potenzialità che i social network e la rete più in generale ci regalano.

Cyberbulli al tappeto è uno strumento molto utile in questo senso, perché dopo aver riservato i primi 3 capitoli alla spiegazione di cosa è la rete, cosa significa privacy e a cosa servono i social network; dedica ben 4 capitoli a bulli e cyberbulli, come smascherarli e come difendersi attivamente e passivamente.
Non solo. Il libro stimola ad una interessante riflessione su sé stessi: i cyberbulli non sono sempre gli altri, qualche bullo da tastiera potrebbe celarsi anche tra gli inconsapevoli lettori.

Teo Benedetti è autore di libri per ragazzi e Social Media Manager, Davide Morosinotto scrive libri per ragazzi ed è esperto di editoria digitale e videogame. Entrambi sono stati tra gli organizzatori di DigiLab, l’evento digitale del Salone del Libro di Torino, dedicato ai giovani e alle nuove tecnologie.

Unicusano lancia Quizzo, l’app per prendere la patente

Un’app per prendere la patente di guida. Addio a matite e libri di esercizi: arriva ‘Quizzo’, l’applicazione gratuita per smartphone dell’universita’ Niccolo’ Cusano, che offre un valido aiuto a chi deve affrontare l’esame teorico per la patente.

http://www.unicusano.it/blog/

Quizzo, ultima frontiera dei test per la patente. Reperire nuove informazioni al giorno d’oggi è sicuramente diverso se paragonato a quanto si verificava anche solo 10 anni fa. Le dinamiche di apprendimento sono andate incontro a un cambiamento radicale provocato dall’esistenza di supporti digitali (smartphone, tablet o pc) che permettono di allenarsi per qualunque tipo di prova in modo istantaneo. L’esame per la patente, ovviamente, non fa eccezione: anche perché questo è una delle prove più ostiche per tutti quei ragazzi che non vedono l’ora di poter guidare in proprio l’automobile.

Quizzo, novità targata Unicusano. Sono passati già diversi anni da quando vennero mandate in pensione le schede cartacee su cui si facevano quiz su quiz nella speranza di sbagliare il meno possibile. Sono state mandate in pensione le crocette, insieme agli enormi libri di testo che proponevano test uno dopo l’altro, per pagine e pagine di punti interrogativi. L’oggi è rappresentato da verifiche teoriche che vengono effettuate su monitor dotati di touch screen o su computer, senza considerare quanto possano essere utili quelle applicazioni ideate per preparare chi deve superare l’esame teorico per prendere la patente al fatidico giorno della prova.

Proprio per dare una mano a tutti gli aspiranti patentati l’Università N. Cusano, che dedica sempre maggiore attenzione alle esigenze delle nuove generazioni,  ha pensato di realizzare un’App completamente gratuita che presenta una serie di opzioni utili per tutti quei maggiorenni alle prese con l’esame teorico per la patente.

L’App, che prende il nome di Quizzo, dà la possibilità di esercitarsi in modo istantaneo, sui quiz ministeriali che sono da superare per il conseguimento della patente A e B. Grazie a Quizzo, l’utente ha la possibilità di allenarsi dove e quando gli pare, perché è l’unica App per quiz patente che può essere utilizzata anche quando c’è scarsa rete o addirittura in assenza di rete.

Quizzo, la app dell’Università Niccolò Cusano è la sola applicazione che  è stata partorita in linguaggio nativo per iOS e Android ed oltre ad essere completamente gratuita e priva di qualsiasi tipo di inserzione pubblicitaria,  permette di allenarsi i con i quiz ministeriali  ufficiali sia per la patente A sia per patente B.

Quizzo fa riferimento ad un database di oltre 7000 domande  e dà la possibilità di scegliere tra l’esercitazione di 20 domande o la simulazione della prova d’esame a tempo (40 domande in max 30 min.) proprio come accade nella realtà. L’App Quizzo consente di controllare le risposte date e gli errori compiuti alla fine di ogni test svolto, garantendo al tempo stesso statistiche sulle prove d’esame e quiz sostenuti, con relativo trend e media personale degli errori. Tra le varie possibilità che Quizzo garantisce ai suoi fruitori anche quella di condividere i risultati delle esercitazioni sui FB, Twitter, Google+ e WhatsAp.

Con l’App Quizzo di Unicusano non dovrai più temere i quiz per la patente. È divertente, intuitiva, semplice. Scaricala subito, è gratis!

Le fantasie erotiche dei millennials italiani: una ricerca svela cosa guardano i giovani su Pornhub

Una ricerca esclusiva per Cosmopolitan svela che cosa cercano su Pornhub i ragazzi e le ragazze italiani dai 18 ai 34 anni rispetto al mondo e all’Europa. Le ragazze amano il lesbian, le milf e le gangbang. I ragazzi? Tutti feticisti dei piedi (e un po’ sottomessi)

Quali sono le fantasie erotiche dei millennials italianiCosmopolitan Italia ha commissionato una ricerca esclusiva a Pornhub (fratello di YouPorn e RedTube) ovvero la più grande piattaforma online porno al mondo, per scoprire quali sono i video hard più cliccati dai 18-34enni italiani in tutto il 2015. I risultati? Tirando le somme eccoli: le ragazze amano molto il lesbian ma anche le scene hard come le gangbang e l’anal, e hanno una grande curiosità verso le milf e il porno gay. I maschi? Adorano le milf e le donne mature in generale, figure accoglienti e autonome, spesso sognano di farsi sottomettere e soprattutto sono dei gran feticisti dei piedi.

di Maria Elena Barbi http://www.cosmopolitan.it/sesso-amore/news/

«L’orizzonte delle fantasie erotiche sta davvero cambiando», afferma Emmanuele A. Jannini, docente di Endocrinologia e Sessuologia Medica all’università Tor Vergata di Roma. «Che le ragazze amassero il porno lesbo era risaputo, ma che avessero preferenze per i video con alcune pratiche a prima vista cruente (come le gangbang e l’anal) è una novità. Le millennials probabilmente le vivono come fantasie da “ape regina”, di conferma del proprio fascino». E i giovani uomini? «Cresciuti in un’epoca in cui possono permettersi di strizzare l’occhio al lato femminile senza sentirsi meno uomini, vanno matti per le milf, figure accoglienti e sapienti, cui è facile abbandonarsi o a volte sottomettersi».E poi, confrontando i dati di ragazzi e ragazze rispetto a quelli europei e mondiali, abbiamo scoperto che noi italiani (di entrambi i sessi), siamo un popolo di feticisti. Un popolo di feticisti dei piedi, come già avevamo scritto in questo articolo qualche mese fa.

Qui sotto, troverai un estratto delle scoperte più interessanti della ricerca fatta da Pornhub in esclusiva per Cosmopolitan Italia sulle fantasie erotiche dei millennials italiani. Più sotto ancora, tutti i grafici nel dettaglio. Una premessa che vale per tutte le tabelle: la prima categoria e la prima parola chiave ricercata è sempre italian, (o spesso una parola italiana come mamma) ma si tratta di un “falso positivo”, visto che in ogni nazione la categoria più scelta è quella nella lingua madre.

Le fantasie erotiche delle ragazze millennials italiane

  • Guardano il Lesbian e il Female Friendly. Che il Lesbian sia la categoria più cliccata in assoluto su Pornhub dalle ragazze italiane e che il Female Friendly sia la parola chiave più cercata dalle millennials rispetto ai ragazzi (+987%) non è una sorpresa: ovviamente agli uomini del porno fatto con un’ottica femminile non frega nulla. Mentre per quanto riguarda il Lesbianda sempre si sa che una delle fantasie più diffuse tra le donne sia appunto il sesso lesbico. Tanto che la scienza ipotizza una quasi naturale bisessualità nell’universo femminile (ne abbiamo in Siamo tutte bisessuali noi donne?).
  • Adorano le milf.  Sorpresa! Le milf non sono una fantasia erotica solo dei ragazzi italiani: anche le millennials ne vanno pazze. Secondo la ricerca di Pornhub, la parola Milf è al terzo posto sia come categoria che come parola chiave più cliccata dalle 18-34enni italiane (da segnalare un +24% a livello europeo e un +84% rispetto al mondo). «La pornografia non è soltanto un modo per eccitarsi, le implicazioni psicologiche sono molto più profonde. Spesso è un esorcismo», spiega il professor Jannini. «In questo caso le ragazze usano la pornografia per esorcizzare la paura di invecchiare: guardano le milf per avere la conferma che nel giro di qualche anno saranno comunque donne desiderabili, piacenti e che faranno sesso in modo ancora soddisfacente».

prosegue su http://www.cosmopolitan.it/sesso-amore/news/

metti una sera con… gli esperti del venerdì – edizione 2016

Adolescenza, educazione e genitorialità consapevole sono al centro di quattro incontri organizzati nei mese di febbraio e marzo al Centro Civico 4 – Casa del Guidi, Via Veronelli, 2 Sesto Fiorentino, dall’Associazione di Volontariato ARCI La Clessidra nell’ambito di “Metti una sera con… gli Esperti del Venerdì” edizione 2016. Un viaggio lungo le strade che portano all’età adulta realizzato con il patrocinio dei Comuni di Calenzano, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino e la collaborazione di ARCI Comitato Territoriale Firenze e Centro Civico n.4 Casa del Guidi.

Si comincia venerdì 26 febbraio alle ore 21:15 parlando di “Andare a scuola oggi – Difficoltà e risorse per gli studenti” insieme al Dott.ssa Katia Provantini, Psicologa, Presidente della cooperativa Minotauro (MI). Venerdì 4 Marzo la Dott.ssa Marcella Dondoli, Pedagogista, ci parlerà di “A” come autorevolezza – Giusto equilibrio tra autonomia e confiniVenerdì 11 marzo sarà la volta della Dott. Antonio Piotti, Psicoterapeuta e Scrittore, con “Il corpo in una stanza – Adolescenti ritirati che vivono di computer”. Ultimo appuntamento quello di venerdì 18 marzo insieme al Dott. Giuseppe Tomai, Psicologo Umanistico Esistenziale, che parlerà di “I nostri figli hanno autostima? – Luci ed ombre di una condizione esistenziale tanto desiderata”.

andare a scuola oggi – difficoltà e risorse per gli studenti”  PDF Stampa E-mail
Prima serata di “Metti una sera con gli… Esperti del Venerdì”

Venerdi 26 Febbraio 2016 ore 21.15 presso
Centro Civico 4 – Casa del Guidi, Via Veronelli, 2
Sesto Fiorentino

La Dott.ssa Katia Provantini, Psicologa,
Presidente della cooperativa Minotauro (MI) ci parlerà di:

“Andare a scuola oggi – Difficoltà e risorse per gli studenti” 

Apprendere è un percorso complesso, articolato, che prevede lo sviluppo di nuove competenze e il delinearsi di nuovi obiettivi. Il piacere di studiare non è una condizione semplice da raggiungere e non si sviluppa automaticamente sui banchi di scuola: la conoscenza, l’esplorazione, lo studio implicano l’accettazione a cambiare, sperimentare sentimenti di precarietà, andare incontro a successi, ma anche a fallimenti, affrontare probabili sentimenti di solitudine. Per riattivare le nostre capacità occorre promuovere lo sviluppo di un pensiero flessibile e articolato, consapevole e autonomo, in grado di cogliere la complessità la molteplicità delle prospettive. Allo stesso tempo è urgente riavviare una comunicazione autentica tra le generazioni per riuscire a confrontarsi insieme con le difficoltà di un futuro che mai come ora appare oscuro e minaccioso.

Per maggiori informazioni su “Metti una sera con… gli Esperti del Venerdì” potete visitare il sito www.asslaclessidra.it

Internet non è la tv, ma i genitori non l’hanno ancora capito

I genitori non riescono a dialogare con i figli adolescenti sui comportamenti da tenere. Ma non basta vietarne l’accesso perché, come ci spiegano alcuni sociologi, Internet non è intrattenimento, è uno spazio sociale

Il tempo fa il suo dovere. E solo a volte, canta Gazzè, peggiora le cose. Per fortuna, non è una di quelle. Ormai, come comportarsi online è argomento di discussione tra genitori e figli in una delle fasi più delicate della crescita, l’adolescenza.

di Diletta Parlangeli su  http://www.wired.it/

Una ricerca del Pew Research Center intitolata “Genitori, teenager e controllo digitale” inquadra il tema del dialogo tra generazioni sull’uso di tecnologie e sull’atteggiamento da tenere online. Dialogo che troppo spesso si traduce in controllo, più che in confronto, anche se la buona strada sembra essere quanto meno tracciata.

Questo l’ambiente entro il quale ci si muove: tra i genitori di ragazzi tra i 13 e i 17 anni, il 94% possiede un computer (fisso o mobile che sia), il 76% uno smartphone, il 72% usa Facebook e l’84% naviga, quanto meno occasionalmente, da dispositivi mobili.

Il 61% degli intervistati dichiara di controllare la lista di siti visitati dai propri figli tra i 13 e 17 anni.

Il 60% fa la stessa cosa con i loro profili social, mentre il 48% spulcia l’elenco chiamate e messaggi sugli smartphone.

Piccola la fetta di quelli che fanno uso di strumenti “parental control” sulle attività online dei figli (39%), e tanto meno su quelle da cellulare (16%). Stessa percentuale per coloro che usano controlli legati alla localizzazione.

Nel totale quindi, l’84% ha preso almeno uno di questi provvedimenti, mentre il 16% nessuno.

Alcune differenze da notare nel corso di tutto lo studio, che ha coinvolto oltre mille partecipanti, riguarda l’età: non solo degli adolescenti, ma anche dei genitori.

Nel caso del “controllo”, il 68% dei genitori con figli tra i 13 e i 14 anni controlla la lista dei siti consultati dai ragazzi, contro il 56% dei genitori con figli tra i 15 e i 17. Stessa cosa vale per l’uso di meccanismi “parental control” (46% contro 34%).

Il discorso cambia per i social media: in questo caso, saranno i genitori dei ragazzi più grandi (63%) a farlo più di quelli con prole più giovane (56%). Questo, probabilmente, è da addurre anche alla frequenza d’uso dei ragazzi stessi.

Privare i propri figli dell’accesso alle tecnologie resta una delle punizioni più applicate: il 65% dei genitori nega l’accesso a cellulare o internet ai propri figli come forma di punizione (di cui il 67% tra i 13 e i 14 anni, e il 63% dai 15 ai 17).

continua su http://www.wired.it/internet/social-network/2016/02/05/internet-adolescenti/

Arriva una app salva vita per prevenire i suicidi, col cellulare

Da un’idea del Merseycare di Liverpool e della Stanford University: se un amico sui social scrive frasi sospette, si può intervenire allertando gli specialisti

http://www.repubblica.it/tecnologia/

SE UN amico scrive su Facebook un post un po’ strano, oppure lo twitta, oppure ancora non si presenta a un appuntamento. Tramite la sua attività sui social possiamo sapere prima se sta pensando di compiere un gesto estremo. E prevenirlo. Con l’aiuto di un’applicazione che dovrebbere essere pronta entro sei mesi per essere testata.

L’app è realizzata dal centro ricerche di Liverpool Merseycare e dalla Stanford University. Lo racconta la Bbc, secondo cui la funzionerà come una sorta di “Grande Fratello” che monitora i profili social delle persone, dalla posizione geografica al contenuto di messaggi e conversazioni. In base all’attività dello smartphone sarebbe in grado di prevenire i suicidi.

Se un potenziale suicida si trova in un luogo dove molti si tolgono la vita, o salta un appuntamento con il medico o scrive o dice a un amico di avere pensieri suicidi, la app allerta gli specialisti, per fare in modo che la persona venga contattata per il supporto più adeguato. “Il potenziale è incredibile – afferma David Fearnley, direttore del Merseycare -. Noi pensiamo di poter predire le persone che con molta probabilità stanno per farsi del male, con una maggiore accuratezza di quanto facciamo oggi, e quindi di poter fare qualcosa per salvare le loro vite”.

continua a leggere su http://www.repubblica.it/

Primo amore molesto

Umiliazioni. Controllo dell’altro, dal telefonino al look. A volte schiaffi. I ragazzini di oggi, dicono gli esperti, sono spesso analfabeti sentimentali. E i loro genitori incapaci di insegnare.

di Elisabetta Muritti  http://d.repubblica.it/lifestyle/ Foto di Michal Solarski 

Come da manuale, lei aveva 16 anni, era carina, introversa, inesperta. Il fidanzatino l’aveva lasciata, succede, no? E non si era più ripresa. A scuola andava male, preda di crisi d’ansia e attacchi di panico. «Quand’è arrivata era ormai maggiorenne, i sintomi erano conclamati, l’area familiare compromessa, e l’ho aiutata a elaborare il “tradimento” subìto. Sì, l’aveva tradita la persona di cui si fidava. Lei, però, credeva di stare male semplicemente perché il ragazzo se l’era data a gambe», racconta Cecilia Sterpa, giovane psicologa e psicoterapeuta in forza presso l’SVSeD, Soccorso violenza sessuale e domesticadella Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, alla Clinica Mangiagalli di Milano. Sterpa sorride amaramente. La storia dell’ex 16enne, spiega, esemplifica più di molte parole il fenomeno allarmante della Teen Dating Violence, la “violenza dei primi amori”. «In questo caso la vessazione era stata sessuale. Il ragazzino l’aveva convinta a fare ciò per cui lei non era pronta, in modo sottile e subdolo, giocando a suo vantaggio il divario di potere nella coppia (un partner furbo, l’altro insicuro). Prima l’aveva fatta sentire bellissima, fascinosa, in gamba, poi l’aveva umiliata nel gruppo di amici e diffamata sui social network». Di giovani storie malsane ormai è zeppo l’Occidente, di qua e di là dell’Oceano. Tanto da aver spinto Obama (gli Usa ne sperimentano la virulenza già da anni) a proclamare dal 2010 ogni febbraio come mese della prevenzione, National Teen Dating Violence Awareness and Prevention Month. Sulla spinta del fatto che i minorenni abusati/abusanti diventano più facilmente adulti problematici (depressioni, pensieri suicidari, crimini, gravidanze indesiderate, malattie sessuali, disturbi alimentari, dispersione scolastica, marginalità, tossicodipendenze).

Qualche dato? Telefono Azzurro e Doxa hanno intervistato 1.500 adolescenti italiani, ricavandone che il 10% ha amici ricattati da “morosi” in possesso di loro foto o video compromettenti(cybermobbing). Un sondaggio Istat ci dice che 5 maschi su 10 non vedono problemi ad alzare le mani sulla fidanzata, e che 2 femmine su 5 sono sicure che certi ceffoni siano un gesto d’amore e virilità. È ancora l’Istat a dirci che il 10,6% delle italiane ha subìto violenze sessuali prima dei 16 anni. Uno studio del Center for Disease Control and Prevention svela che un terzo degli americani ambosessi tra i 14 e i 20 anni passa sotto le forche caudine della Teen Dating Violence e che l’età in cui rischiano di patirla si è abbassata a

l’articolo continua su http://d.repubblica.it/lifesty

R O T T E D I G I T A L I salute, benessere mentale e adolescenza 2.0

16 febbraio 2016, Firenze, Sala Verde Palaffari, Piazza Adua 1, Firenze

Matteo Lancini, Università Bicocca Milano, psicoterapeuta, presidente Fondazione Il Minotauro Milano
Adolescenti navigati: Come sostenere la crescita dei nativi digitali

Marco Masoni, Maria Renza Guelfi, Università di Firenze
Il comportamento dell’ adolescente in rete

Luca Pianigiani, Ludovica Mazzei, psicoterapeuti, Centro Ascolto Regionale, Regione Toscana
Il rischio suicidario in adolescenza: una helpline telefonica

Laura Calviani, medico Ser.T., USL Centro, Firenze
Gli adolescenti e le sostanze sul web: tra ansia e sperimentazione

Francesca Tasselli, psicoterapeuta, Associazione Contatto, Milano
La scatola blu: un portale “smart” per la prevenzione del disagio psichico
Stefania, blogger, Roma
Il blog “Mia Madre è Bipolare”: una conversazione con l’autrice

Discussione
13.00 pausa pranzo

Stefano Alemanno, educatore&web content manager, Comune di Firenze
sostanze.info, youngle.it, genitorincorso: tre servizi di ascolto e webcounseling per adolescenti

Andrea Cicogni, psichiatra, USL Centro, Firenze
Supporto online peer-to-peer per pazienti con disturbo bipolare. Una prospettiva

Patricia Bettini, psicopedagogista sessuologa, USL Centro, Firenze
Sesso & Altro, il servizio di counseling via web del Centro Consulenza Giovani di Firenze

Claudia Tinti, psicologa, responsabile Jonas Firenze – Mario Giorgetti Fumel, psicoterapeuta e psicoanalista, membro Jonas Onlus
Giovani in Rete. Cosa resta dell’adolescenza nell’epoca della bulimia di Internet

crediti ECM provider IDEAS Firenze per le figure professionali sanitarie e Ordine Toscano AA.SS. per il servizio sociale

patrocinio Ordine dei Medici di Firenze e Ordine degli Psicologi della Toscana
info e iscrizioni : stefano.alemanno@comune.fi.it – 3387954519 – ascolto.disagio@regione.toscana.it

Promozione evento
Associazione iNTRECCI 338 4961316
Associazione A.S.A.
Seguici su http://rottedigitali.tumblr.com

1 3 4 5 6 7 10

Clicca su "Accetto" per consentire l'utilizzo dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi