Correre ti sballa come fumare marijuana

Lo sostiene uno studio americano che sottolinea i vantaggi dell’attività fisica e della corsa in particolare: ci rende forti contro lo stress e ci fa sostenere meglio il dolore. Proprio come la droga più diffusa al mondo

Michela dell’Amico su wired.it

Era uno degli ultimi misteri metropolitani. Come è possibile che una donna o uomo sani di mente, anche dopo una certa età, in qualsiasi condizione atmosferica, allo spuntare dell’alba anche nei festivi, possa ingrossare le enormi fila dei runner? Cosa spinge queste persone giù dal letto? Adesso abbiamo la risposta: la droga.

Scherzi a parte, un’indagine dell’Università di Oxford pubblicata su Pnas ha confermato ciò che già altri studi avevano rilevato, ma in maniera molto più decisa. A differenza di quella che restava l’opinione scientifica più diffusa, non è l’endorfina, l’ormone che regola il dolore e regala una ricompensa dopo lo sforzo, a rendere piacevole una corsa – o meglio, l’attività fisica in generale. Studiando i topi dopo una corsa intensa indotta su una ruota si è visto che questa aumenta una molecola chiamata anandamide,che attiva i recettori dei cannabinoidi, proprio come il Thc, la sostanza contenuta nella marijuana.

Di conseguenza i topi erano leggermente sballati come i fumatori, ma certo solo con gli effetti positivi di chi consuma erba: meno ansia in risposta agli stress text e meno sensibilità al dolore.

La cosa mi ha fatto mettere in correlazione fumatori di erba e corridori per un altro motivo: entrambi si concentrano soprattutto nelle grandi città. Guarda caso proprio dove la vita è notoriamente più ricca di fonti di stress. Metà di noi fuma, l’altra metà va al parco a correre. Semplice.

Come hanno però sottolineato i ricercatori, questa scoperta potrà non solo aiutare a sviluppare trattamenti farmacologici più efficaci per i soggetti affetti da ansia cronica, ma anche spingere più persone a comprare un paio di scarpe comode e una tuta: ha lo stesso effetto della droga, è legale, e fa solo bene alla salute.

Cresce il consumo di eroina tra i giovani. Non ricordano i morti degli anni ’80

Johann Rossi Mason su huffingtonpost.it

Maschio, giovane, appartenente agli strati più bassi della società: era questo il profilo del consumatore di eroina sino a venti-trent’anni fa, negli Stati Uniti il “drogato” era quasi sempre di colore, poi il crollo dei consumi.

Poi entrano sul mercato droghe “ricreazionali”, la cocaina diventa economica e monopolizza le piazze di spaccio, nascono le molecole dello sballo sintetico e la parola “overdose” sembra cadere nel dimenticatoio insieme alle immagini di una gioventù sprofondata nel degrado. Quelli che fanno uso di sostanze non si sentono emarginati, anzi, le usano proprio per integrarsi, divertirsi di più, essere “in”. Il crollo del consumo di eroina potrebbe sembrare una storia a lieto fine, invece è tornata, a sorpresa, e i consumatori americani sono cambiati: oggi la metà sono donne, nel 90% dei casi bianche, che vivono in periferia e appartengono alla classe media. L’età d’iniziazione, nonostante rimanga bassa, è comunque aumentata, la “prima volta” avviene intorno ai 25 anni.

Il numero degli utilizzatori americani è raddoppiato negli ultimi sei anni: dai 370mila del 2007 ai 680mila del 2013. Ma cosa è successo? In parte la ricaduta è dovuta all’abuso di farmaci antidolorifici oppioidi, una vera piaga nel continente americano che spesso si trasforma in una vera dipendenza e che porta le persone a cercare alternative più economiche per combattere alcune forme di dolore cronico.

Dal 1990 in poi, gli oppioidi hanno avuto un boom di prescrizioni che in vent’anni ha lasciato sulla propria strada una lunga scia di morti: circa 16mila solo nel 2010. Questo ha portato i medici a creare un vero e proprio database nazionale per evitare il doctor shopping, ossia la tendenza a ottenere le prescrizioni da più di medici per far fronte alla dipendenza. Il registro segnala se il paziente è in cura da altri ospedali e se ha già avuto delle ricette.

Le prescrizioni prevedono quantitativi sempre più limitati, contati, in modo da evitare il consumo non necessario. Misure che hanno avuto un impatto positivo in termini di appropriatezza delle prescrizioni, ma che hanno spinto una fascia di pazienti a cercare altrove risposte al proprio disagio. Alimentando il mercato nero degli antidolorifici e la rinascita dello spaccio tra la classe media.

E se gli americani piangono, gli italiani non ridono: sarebbe l’1,5% degli studenti quelli che hanno provato sostanze oppioidi almeno una volta nella vita e l’1,2% quelli che le hanno usate nell’ultimo anno e i numeri sarebbero destinati a crescere. Lo ha rilevato l’European school survey on alcohol and other drugs, che ha realizzato il Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa. I giovanissimi, infatti, non hanno una consapevolezza profonda dei pericoli a cui vanno incontro, manca loro la memoria storica dei morti per overdose con l’ago ancora infilato nel braccio e dell’epidemia di HIV degli anni 80. In quegli anni loro non erano ancora nati.

UNO STUDIO SULL’USO DI CANNABIS E LA PARANOIA

Una ricerca britannica condotta dall’Università di Oxford, dall’Istituto di Psichiatria del King College di Londra e dall’Università di Manchester ha recentemente identificato i fattori psicologici che possono condurre i consumatori di cannabis a stati paranoici. Lo studio, pubblicato sulla rivista Bullettin Schizofrenia, ha avuto il duplice obiettivo di determinare se il principale componente psicoattivo della cannabis, il tetraidrocannabinolo (THC), possa causare disturbi psicotici e paranoici e di identificarne i meccanismi cognitivi alla base, utilizzando tale sostanza come indicatore.

Lo studio è stato effettuato su un campione di 121 persone, di età compresa tra i 20 e i 50 anni, con livelli simili di THC nel sangue, che avevano manifestato episodi paranoici nel mese precedente al test ma ai quali non era stata diagnostica alcuna malattia mentale. I volontari si sono prestati a ricevere una dose, per via endovenosa, di 1,5 mg. di THC (l’equivalente di una dose comune) o un placebo (soluzione fisiologica). I ricercatori riferiscono che gli effetti del THC sui partecipanti è durato per circa 90 minuti. Per monitorare gli effetti di queste sostanze, sono state utilizzate diverse forme di valutazione, tra cui uno scenario di realtà virtuale, una situazione di vita reale, questionari di autovalutazione e interviste con personale esperto.

I risultati hanno dimostrato che l’assunzione di THC aumenta sensibilmente gli episodi paranoici e che la condizione di consapevolezza circa il contenuto della sostanza somministrata può aumentarne l’insorgere. Una persona su cinque, tra quelle cui è stato somministrato THC, ha avuto un aumento di paranoia, direttamente attribuibile al principio attivo. Il team di ricerca ha affermato che il THC ha anche indotto altri effetti psicologici come ansia, preoccupazione, bassa autostima, sbalzi di umore, cambiamenti nella percezione visiva e sonora e alterazioni della percezione temporale. I ricercatori fanno notare come i sentimenti di paranoia si siano semplificati ad una corrispettiva riduzione dei livelli di THC nel sangue.

Usando l’analisi statistica, il National Institute for Health Research (NIHR) di Londra, che ha parzialmente finanziato la ricerca, è giunto alla conclusione che tutti questi elementi negativi concorrono a provocare stati di paranoia tra i consumatori di cannabis.

Il Festival della Salute torna a Viareggio dal 25 al 28 settembre

Viareggio ospiterà dal 25 al 28 settembre la VII edizione del Festival della salute.
Unico nel suo genere, il Festival è realizzato in stretta collaborazione con la Regione Toscana e l’Asl 12 di Viareggio.
Sarà aperto, giovedì 25 settembre, dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che interverrà ad un incontro dedicato all’Innovazione in sanità e sarà concluso domenica 28 settembre dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

IL PROGRAMMA

Saranno quattro giorni intensi di discussione e confronto, con tanti altri ospiti che animeranno incontri, dibatti, workshop. E poi ancora spettacolo, sport e attività specifiche per le scuole e i bambini che avranno a loro disposizione un’apposita ludoteca.
Il Festival della Salute si pone come veicolo di partecipazione, promozione e confronto sui temi della salute, tra i decisori politici e gli operatori del settore, aziende e associazionismo. Si comincerà parlando della digitalizzazione della sanità, trasferimento tecnologico e ricerca e si terminerà danzando al ritmo della WellDance®, ballo ufficiale del Festival.
Nel frattempo la Cittadella del Festival – oltre 2000 metri mq di tensostrutture allestite tutt’attorno al Centro Congressi – si animerà, mettendo insieme divulgazione e intrattenimento. Si discuterà di sport e salute, diabete, malattie rare, medicina di genere, alimentazione giovanile, psicologia del lavoro, realizzando le condizioni di incontro e confronto tra politica, aziende, volontariato e no profit , sanità pubblica e privata, mondo della ricerca e accademico e soprattutto con i cittadini.
La Cittadella del Festival sarà completata da una zona riservata a laboratori e screening in in cui i visitatori potranno sottoporsi a check up gratuiti, grazie alla collaborazione di associazioni, volontari e medici che si impegnano da anni per diffondere la pratica della prevenzione e promuovere un approccio consapevole alla propria salute.

Infine segnaliamo Programma educational: una programmazione interamente rivolta alle scuole, dedicata a sviluppare la promozione della salute nei contesti di vita degli adolescenti e di favorire il coordinamento delle varie competenze e professionalità sociali, educative e sanitarie per favorire il passaggio dalla cultura dell’emergenza alla cultura della prevenzione, come proposta pedagogica stabile

Il Modafinil è la smart drug che ti fa studiare per cinque ore di fila senza la minima distrazione

di Sydney Lupkin, Vice.it

Molte persone su internet stanno parlando di un farmaco soprannominato “Moda”—ma non lo prendono per divertirsi. Lo prendono per lavorare meglio, per essere più concentrate, e per rimanere sveglie.

“Mi aiuta a scrivere velocissimooooooo sulla tastiera, oh mio dio sono così veloce così veloce così veloce così veloce così veloce così veloce così veloce,” ha commentato un utente su una pagina Facebook dedicata al farmaco.

“Il mio cervello ha raggiunto il livello ninja,” ha scritto un altro.

Moda è l’abbraviazione di Modafinil, farmaco approvato dalla Food and Drug Administration, l’agenzia americana che si occupa dei farmaci, come trattamento della narcolessia, ed è venduto con il nome commerciale di Provigil. Alcune persone lo prendono senza prescrizione medica—dopo averlo comprato sul mercato nero—nella speranza di migliorare le loro capacità cognitive.

Una revisione di 24 studi ha fatto finire il farmaco sotto i riflettori negli ultimi tempi, perché è giunta alla conclusione che il Modafinil sia in grado di migliorare le capacità cognitive—ma i ricercatori sostengono che i risultati ottenuti siano in realtà molto ambigui.

Il Modafinil è paragonabile al Ritalin, un farmaco anfetaminico per il trattamento della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e della narcolessia e altri disturbi del sonno. Questi tre farmaci sono molto popolari anche fra le persone che non presentano questi disturbi, che li assumono per studiare o lavorare.

Nonostante le ricerche approfondite, non è ancora del tutto chiaro come il Modafinil agisca sul cervello. È considerato uno stimolante, ma invece di aumentare il rilascio di dopamina e noradrenalina—che stimolano il sistema nervoso—si ritiene che riduca la presenza di una sostanza chimica chiamata acido gamma-aminobutirrico, che rallenta il funzionamento del cervello. Amy Potts del dipartimento di Farmacologia dell’ospedale pediatrico Monroe Carell Jr. a Vanderbilt ha detto a VICE che questo “effetto negativo doppio” fa sì che il Modafinil abbia gli stessi effetti di uno stimolante, pur funzionando con meccanismi diversi.

A differenza dell’Adderall e del Ritalin, il Modafinil non dà un senso di euforia. La Drug Enforcement Administration americana ritiene che non porti alla dipendenza, ed è per questo che non è una sostanza sotto stretto controllo. VICE ha intervistato diversi utilizzatori del “Moda” che hanno acquistato il farmaco illegalmente per farne un uso diverso da quello per cui è stato creato.

leggi tutto l’articolo su VICE.IT

Parliamo di sesso alle nostre figlie. E’ l’unico modo per evitare gravidanze precoci!

Johann Rossi Mason, huffington post

Come madre di un’adolescente sono sempre stata molto attenta a veicolare informazioni corrette su sesso e contraccezione perché ritengo che sapere renda liberi ma anche sicuri. A maggior ragione perché ritengo che una gravidanza troppo precoce sia un evento che può pregiudicare il futuro dei ragazzi, assolutamente impreparati a crescere un bambino. Fortunatamente alcune ricerche recenti mi hanno consolata del fatto di essere sulla strada giusta: una indagine americana infatti ha rivelato che il 68% dei ragazzi intervistati non usano metodi contraccettivi per paura che i genitori lo scoprano.

Sembra assurdo ma sette adolescenti su 10 non usano alcun metodo per evitare una gravidanza (per non parlare delle malattie sessualmente trasmesse) proprio nelle famiglie in cui parlare di sesso è considerato un tabù, una vergogna e viene stigmatizzato. Il numero delle gravidanze precoci è più elevato proprio nelle ragazze che in famiglia non hanno mai parlato di argomenti ”intimi” e temono la riprovazione dei genitori nel caso in cui venissero scoperti profilattici o pillole. Il dato è affidabile giacché proviene dalla National Campaign to Prevent Teen and Unplanned Pregnancyche ha individuato come l’obiettivo di comunicazione non siano i ragazzi ma proprio le famiglie che non affrontando l’argomento credono che la cosa, semplicemente, non accada. La famiglia invece, con il proprio atteggiamento, influenza profondamente il comportamento dei figli: credono che parlare di questioni legate al sesso venga percepito dai giovani come un’approvazione e in parte madri e padri, sbagliando, non credono di avere influenza su questo genere di decisioni.

C’è da dire che gli americani hanno buoni motivi per preoccuparsi, nel 2014 le gravidanze di ragazze con meno di 19 anni sono state 250mila, il 24 per mille della popolazione adolescente, mentre in Italia ce la caviamo con un dignitoso 7 per mille (circa 2500 gravidanze l’anno) anche se siamo ultimi nelle classifiche europee per l’uso dei contraccettivi ormonali: li usano il 16% delle italiane contro il 30% delle tedesche, il 35% delle inglesi e il 50% delle olandesi. Mentre le giovanissime connazionali sono poco informate e in caso di rapporti a rischio ricorrono alla contraccezione di emergenza. Secondo Eurisko 7 su 10 delle under 19 non sanno nemmeno quali siano i giorni del ciclo più fertili. C’è da mettersi le mani nei capelli.

Questione non semplice che prevede un certo grado di reciproco imbarazzo, ma la chiave è essere chiari, la vita sessuale riguarda loro e alla fine faranno quello che vogliono, l’importante è che sappiano come la pensiamo. Possiamo anche dichiarare che riteniamo che 14, 15 o 16 anni siano pochi per avere rapporti sessuali o che vorremmo che aspettassero il matrimonio (ognuno ha le sue opinioni) ma che se stanno pianificando di fare sesso che almeno lo facciano in sicurezza.

Le occasioni per parlarne sono numerosissime, una serie tv, un articolo di giornale, basta affrontare la cosa con semplicità e tatto: i nostri figli non hanno alcuna intenzione di confidarsi con noi (tranne rare eccezioni) quindi non facciamo domande, limitiamoci a dare informazioni e dichiararci a disposizione per chiarimenti. Non vogliono parlare con noi? Offriamoci di portarli in un consultorio o dal medico di famiglia dove potranno entrare da soli. Dietro quella porta c’è una vita privata che è giusto rimanga tale. Non ne sapete abbastanza? Offrite loro un libro, purché l’informazione sia qualificata.

L’importante è farli sentire supportati e far sentire loro che è una decisione libera. Aiutate i vostri figli a prendersi cura della loro salute sessuale, maschietti compresi, che dopo la fine del servizio militare obbligatorio con la famosa visita di leva hanno perso una grande occasione di prevenzione e monitoraggio della salute. E se non dispongono di denaro, be’, potete far scivolare una scatola di preservativi nel carrello della spesa e fargliela avere perché è meglio un imbarazzo in più oggi che un nipotino troppo presto domani.

Hanno bisogno di adulti che combattano l’assenza di futuro

Le prospettive della vita e della morte, nella mente dei ragazzi, sono entrate fortemente in crisi, il loro è un gioco alla roulette russa.

Non hanno paura i ragazzi che decidono di sballarsi con la droga e l?alcol. Non basta sapere che di droga si può pure morire, nonostante i genitori lo dicano da sempre, nonostante a scuola vengano fatte campagne informative e preventive. Non basta sapere che esiste una variabilità soggettiva nelle reazioni di chi assume, né essere informati che oltre ad essere pericolose e dannose di per sé, le droghe vengono sintetizzate in luoghi clandestini, tagliate con sostanze potenzialmente letali. Non basta essere consapevoli, dunque, dei rischi che ci si assume insieme alle droghe, perché le prospettive della vita e della morte nella mente dei ragazzi sono entrate fortemente in crisi. Proprio in adolescenza si intraprendono le sfide per mettere alla prova la propria condizione di «esseri finiti» e «non infiniti», mortali e non onnipotenti, ma oggi i ragazzi che decidono di ingerire pasticche dalla composizione ignota, decidono di fatto di giocare alla roulette russa. Nella società dell?immagine e del narcisismo, non c?è rabbia, spirito di contestazione ma solo voglia di divertirsi, di apparire agli occhi degli altri come i padroni della festa, di spiccare nella mischia di una serata a tutto volume. La droga è ricercata per nutrire e realizzare il desiderio di prestazione del corpo e dello spirito: apparire scatenati, simpatici e disinvolti anziché spenti, tristi e senza prospettive per il domani. Tutti ridono dalle pagine dei profili social, tutti appaiono allegri e senza pensieri sulla rete che connette il mondo globalizzato, in crisi generale di speranza e di futuro. Il senso della vita rischia di essere imprigionato nell?istantanea di un sorriso mascherato, di una serata da brivido, non importa che sarà domani, perché l?alba del giorno che verrà non ha granché da offrire. Alcuni ragazzi vivono in questa condizione di assenza di speranza, di progettualità per il futuro, abitati dalla paura di vedere i propri sogni e speranze infranti dalle intemperie della contemporaneità. È così che lo spaccio di anestesia e di divertimento dissennato raccoglie proseliti e riscuote successo, perché combatte lo spaccio di paura e di assenza di futuro su cui si è molto concentrato il mondo adulto negli ultimi anni. Solo coltivando la speranza e la fiducia nella ricostruzione dopo il fallimento si potrà contrastareil bisogno di anestesia delle nuove generazioni. Non si scherza con il futuro degli adolescenti. L?assenza del domani lascia spazioagli spacciatori del presente, dello stordimento fine a se stesso.In adolescenza servono invece adulti competenti che preparino e spaccino futuro.

di Matteo Lancini Psicologo, psicoterapeuta pubblicato su corriere della sera.it

Cremona – “YOUNGLE CONTEXT: GLI ADOLESCENTI, LE COMPETENZE, LE RISORSE E LE NUOVE FRAGILITÀ” 8-9 ottobre 2015

8 ottobre 2015 “LA PAURA DI ESSERE BRUTTI IN ADOLESCENZA”

A cura del Consultorio Gratuito per adolescenti e genitori della Cooperativa Sociale Minotauro

Prof. Gustavo Pietropolli Charmet – Direttore Scientifico Consultorio Gratuito Minotauro

“La complicata relazione col corpo in adolescenza”: sempre più adolescenti si sentono brutti, temono che il proprio corpo sia inadeguato per la ricerca del successo sentimentale e sociale. Il corpo che cambia e si trasforma deve fare “bella figura” davanti alla platea dei coetanei.

Dott. Davide Comazzi – Coordinatore Consultorio Gratuito Minotauro
“Genitori e realizzazione del sé adolescenziale”: verranno portate alla luce alcune esperienze di sostegno al ruolo genitoriale per trasformare ostacoli evolutivi in eventi promotori dello sviluppo e della realizzazione del se.

Dott.ssa Roberta Spiniello – Consulente Consultorio Gratuito Minotauro
“Risultati di tre anni di attività del Consultorio Gratuito per adolescenti e genitori del Minotauro”

Dott.ssa Anna Arcari – Vice Presidente Cooperativa Minotauro
“L’utilità dei laboratori nella presa in carico dell’adolescente”

Dott. Matteo Lancini – Presidente Fondazione Minotauro
“Rischi e risorse delle relazioni virtuali in adolescenza”: diffusione delle “relazioni senza corpo”

9 ottobre 2015 “GIOVANI 3.0: STAY TUNED”

A cura di Comune di Cremona, ASL della Provincia di Cremona e Prefettura

Dott. Calderoni – Psicologo clinico, ipnologo esperto in psicologia digitale

“☺):Faccia o faccina?Nellaretedelleemozioni”: a partire dalle nuove modalità di relazione on line i cambiamenti intervenuti nei giovani adolescenti da un punto di vista cerebrale e neurologico, necessario per permetterne la comprensione e favorire nuove modalità di contatto;

Dott.Scarcelli – Dottore di ricerca in Scienze Sociali e ricercatore presso l’Università di Padova: nuovi modelli comunicativi e i cambiamenti avvenuti tra le generazioni attraverso un punto di vista “sociologico” dello stato attuale delle interazioni, della comunicazione e delle costruzioni culturali.

Dott. Libanti – Psicologo e Coordinatore per il Progetto Nazionale CCM – “Social Net Skills”
Il progetto “Youngle” – il primo servizio pubblico nazionale di ascolto e counseling su Facebook, rivolto ad adolescenti e gestito da adolescenti con il supporto di psicologi, educatori ed esperti di comunicazione.

scarica il programma Depliant-Cremona1.pdf

 

 

Alba (CN) BLACK MIRROR LO SPECCHIO OSCURO – 9/10 ottobre 2015

Le nuove tecnologie come ci stanno cambiando? Come realizzare comunicazione efficace su temi di salute? Come intercettare il pubblico? E’ possibile utilizzare questi ambienti per potenziare gli interventi socio-sanitari? Esistono le dipendenze da internet? Come prevenire? Come curare? Quali interventi possibili?

Da diversi anni il Centro Steadycam è impegnato in interventi ed attività di formazione sui temi della media education, in particolare per favorire l’utilizzo dei media come strumento integrale per la formazione e come metodologia di intervento socio sanitario. Nel corso delle varie attività è emersa da parte di operatori dei servizi, insegnanti e genitori l’esigenza di comprendere meglio come gli ambienti digitali stiano modificando le nostre vite e quelle dei cittadini che siamo chiamati a formare, aiutare, curare. Inoltre, dalle esperienze operative, si rafforza l’efficacia e la novità di un approccio metodologico che integri gli interventi (sociali e formativi) in presenza con l’utilizzo delle rete, delle App e di altri ambienti digitali.

Ecco allora l’idea di dedicare un momento alla riflessione e al confronto metodologico su un mondo spesso dipinto nelle cronache come uno specchio oscuro (cyberbullismo, videogiochi violenti, dipendenza, …), ma che invece fa parte delle nostre vite e che rappresenta una risorsa professionale potentissima.

Pertanto, l’evento si propone di lavorare sui nuovi ambienti e strumenti digitali in un’ottica di possibili interventi scolastici, educativi e di salute. Tre giorni per stare di fronte a uno specchio, per guardarci e rimettere in discussione il nostro lavoro, per passarci attraverso e scoprire nuove prospettive e acquisire altre competenze.

Proveremo ad aprire un confronto su questi interrogativi con l’aiuto di esperti di media e del mondo della comunicazione e proponendo workshop di esplorazione metodologica.

Interventi di Marangi, Fattori, De Baggis, Tonioni, Tisseron, Rivoltella, Youngle, Croce, Floris

scarica il programma del convegno black-mirror-definitivo.pdf

Black Mirror è rivolto a Dirigenti e Operatori sanitari delle Aziende Sanitarie. Dirigenti Scolastici e docenti delle Scuole di ogni ordine e grado Dirigenti e operatori degli enti del privato e del privato sociale (cooperative, associazioni, …) Liberi professionisti operanti nel settore sociale.Amministratori locali e Associazioni di genitori interessate.

Sede: Alba (CN) località Altavilla

L’evento prevede un costo per i partecipanti accreditamento ECM

Firenze, discoteca vietata ai minori di 16 anni

I locali saranno off limits anche per chi è già alticcio. Bevande alcoliche bandite per gli under 18. Il sindaco propone il decalogo anti alcol

di MASSIMO VANNI La Repubblica.it
Discoteche off-limits per chi si presenta all’ingresso già alticcio o sbronzo: a decidere sarà l’alcol-test distribuito dagli steward e chi supera la  soglia massima di 0,5 grammi/litro resterà fuori. Non solo. I gestori fiorentini s’impegnano a limitare l’ingresso agli over 16. Chi entra invece troverà il divieto di consumo di bevande alcoliche sotto i 18 anni e anche un paio di operatori sanitari, ‘armati’ di depliant e banchini, spiegheranno i rischi dell’alcol, delle droghe sintetiche e dell’uso combinato di entrambi. Ma solo per cominciare. Perché dopo il caso della 16enne in coma etilico per aver comprato una bottiglia di vodka in un minimarket di via delle Oche, Palazzo Vecchio lancia adesso il decalogo anti-alcol e anti-droghe.

Un vero e proprio decalogo saltato fuori alla vigilia di Ferragosto. Quando, con i turisti che assaltano il museo e gli uffici deserti, il sindaco Dario Nardella  decide di convocare i gestori dei principali locali notturni della città, assieme a Confesercenti e Confcommercio: «Dobbiamo controllare la vendita e la somministrazione degli alcolici, oltreché combattere l’uso delle droghe sintetiche. Perché questo è la piaga più seria per i nostri giovani», dice Nardella.

Deciso a lanciare, da Firenze, una campagna nazionale per la reintroduzione delle licenze per la vendita degli alcolici: «La totale liberalizzazione e la proliferazione di minimarket hanno un effetto devastante, mai come oggi l’approvvigionamento di alcol è diventato così facile», sostiene ilo sindaco. Deciso adesso, con l’aiuto delle categorie, a coinvolgere i parlamentari fiorentini per mettere all’ordine del giorno dell’assemblea legislativa il ripristino della licenza: «Non è possibile che per vendere un pacchetto di sigarette serva la licenza mentre per l’alcol non è richiesto niente», insiste il sindaco. Che a partire da settembre, assicura si getterà in tour tra le scuole superiori della città, per una campagna contro l’abuso dell’alcol e l’utilizzo delle droghe: «Una campagna che faremo con gli esperti, perché solo l’educazione e il comportamento consapevole può diventare un freno».
Ecco dunque il decalogo. Primo punto la campagna nelle scuole. Secondo, operatori sanitari nei locali che spieghino i rischi che si corrono. Terzo, il defribillatore in ogni locale e la formazione agli steward per usarlo.  Quarto, ingresso vietato ai minori di 16 anni e somministrazione di bevande alcoliche vietata ai minori di 18. Quinto, alcol-test a chi entra, perché chi è già alticcio deve star fuori. Sesto, una campagna nazionale per il ripristino della licenza per la vendita di alcol. Settimo, l’ordinanza che era stata bocciata dal Tar verrà riproposta a settembre con una delibera del consiglio comunale Questa volta anticipando però alle 21 il divieto di vendita all’alcol (finora il divieto scattava alle 22). Ottavo, si chiede al prefetto di vietare il consumo di alcol per strada, al di fuori degli spazi adibiti dei locali. Nono, queste misure dovranno valere per tutta la Città metropolitana fiorentina e si chiede ai 42 sindaci di approvare il pacchetto nei rispettivi consigli comunali. Decimo ed ultimo punto, i locali organizzeranno eventi alcol-free la domenica pomeriggio dedicati ai minori di 16 anni. “Firenze non è Rimini”, dice il sindaco Nardella.

1 15 16 17 18 19

Clicca su "Accetto" per consentire l'utilizzo dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi