B come Bullismo

Secondo i risultati di un’indagine di Skuola.net e Osservatorio Nazionale Adolescenza sono in aumento le vittime di bullismo (un aumento del 40%) pari al 28% del campione di ragazzi intervistati (8mila adolescenti 14-18 di 18 regioni italiane), mentre circa l’8,5% è preso di mira sul web e sui social (6,5% lo scorso anno, quindi un aumento del 30%). Circa l’80% di questi ultimi, è oggetto di insulti e violenze sia nella vita online che in quella reale. E’ proprio il cyberbullismo a presentare risvolti particolarmente oscuri, rispetto al corrispettivo offline. Tra le vittime sistematiche delle prevaricazioni digitali, a volte anche quotidiane, il 59% ha pensato almeno una volta al suicidio nel momento di sofferenza maggiore.

Questi dati fanno toccare con mano quello che per molti è solo un sentito dire tra giornali e televisione. I numeri dimostrano l’altissima frequenza dei disastrosi effetti sulla psiche e sul corpo dei giovanissimi delle violenze quotidiane in rete. La percezione della vittima di cyberbullismo sembra essere quella della totale impotenza.

Nel  contributo pubblicato in questa settimana su Il Corriere (Ragazzi e depressione, i pericoli del bullismo reale (e di quello cyber) 2 aprile 2017   il bullismo è messo in relazione con la depressione  che colpisce alcuni ragazzi  restando spesso incomprensibile per la famiglia. In particolare  il cyberbullismo in cui le vittime spesso si trovano senza scampo (perché l’aggressore può restare nascosto dietro false identità)  perché perseguitate non solo a scuola, ma  anche a casa, e perfino nelle ore notturne. In questi casi, stando ad un recente report clinico dell’American Academy of Pediatrics, i genitori dovrebbero essere attenti a fornire il loro ascolto  cercando di aiutare a trovare una soluzione ma l’intervento drastico di sequestrare computer e cellulare potrebbe essere una soluzione peggiore del male  perché i social sono lo strumento attraverso il quale gli adolescenti si collegano al loro gruppo dei pari, e attraverso il quale possono anche trovare supporto, avere uno scambio con il proprio gruppo. Sottrarre ai figli telefono o tablet vuol dire ritrovarsi con un ragazzo completamente isolato.

Nei dati riportati dal magazine on-line Vita.it le segnalazioni di episodi di bullismo e cyberbullismo riguardano il 10% delle richieste di aiuto rivolte a Telefono Azzurro.  Secondo Ernesto Caffo, neuropsichiatra infantile Presidente di Telefono Azzurro  occorre valorizzare le azioni preventive e il ruolo degli adulti: far sì, quindi, che i bambini possano crescere accompagnati da genitori e insegnanti e le vittime si sentano libere da vergogna nel denunciare, sostenute, credute e aiutate con molta attenzione, competenza e sensibilità. Nelle scuole, nelle linee di ascolto e nel rapporto quotidiano con bambini e adolescenti esiste un bisogno di risposte concrete e di una diffusa di informazione.

QUALCHE PILLOLA DAL BOOKLET “A PROVA DI BULLO” – LA GUIDA PER I GENITORI PER INFORMARSI BENE E AGIRE AL MEGLIO di TELEFONO AZZURRO:

Prevenzione_Consigli per i genitori

  • Condividete le vostre preoccupazioni con la scuola, e chiedete loro di tenere d’occhio vostro figlio, facendo però attenzione ad essere discreti.
  • Segnalate il bullo ad un insegnante o al Dirigente Scolastico.

A prescindere da come deciderete di agire, è consigliabile definire con vostro figlio un piano d’azione comune, condividendo con lui tutte le misure che adotterete per far fronte al bullo e migliorare la situazione.

  • Dite al ragazzo di non reagire: è esattamente quello su cui il bullo conta.
  • Tenete un registro: raccogliete quante più informazioni possibile riguardo a quanto avviene e al bullo, così da poter esaminare al meglio la situazione. Se le molestie avvengono online, raccogliete prove fotografando, stampando e copiando le schermate dei messaggi incriminanti.
  • Cercate aiuto: a volte, oltre a chiedere l’aiuto dei genitori, i ragazzi potrebbero sentire il bisogno di rivolgersi a persone terze. In questi casi, l’aiuto di uno psicoterapeuta esperto può essere prezioso. È quindi importante che vostro figlio sappia a chi può chiedere un aiuto.
  • Ampliate il campo di amicizie e interessi di vostro figlio: incoraggiate vostro figlio a sviluppare amicizie al di fuori della sfera scolastica, e a partecipare ad attività che aiutino a rinforzarne l’autostima e la consapevolezza di sé (come ad esempio recitazione, danza, arti marziali, sport di squadra, associazioni giovanili di quartiere).
  • Aiutate vostro figlio a coltivare le proprie competenze affettive e socio-relazionali: aiutatelo, ad esempio, a lavorare sulle sue capacità di reazione e di ripresa, a trarre lezioni dagli ostacoli che incontra nella vita quotidiana, a fronteggiare circostanze sfavorevoli e a sviluppare strategie di risposta efficaci.
  • Allertate la Polizia: se l’aggressione assume caratteristiche più gravi e allarmanti, degenerando ad esempio in episodi di violenza, ricatto o tentata estorsione, o sfociando in episodi di autolesionismo o di tentato suicidio, non esitate a rivolgervi alle autorità locali di Polizia.
  • Partecipate alle attività scolastiche volte a contrastare il bullismo.

Per i genitori dei Bulli

Sebbene sia normale che vi sentiate delusi e amareggiati nell’apprendere che vostro figlio sia direttamente coinvolto in una situazione di bullismo, provate a mantenere la calma, e prendetevi del tempo per riflettere su come intervenire in modo concreto:

  • Spiegate con tranquillità a vostro figlio che quello che sta facendo è scorretto.
  • Cercate di spiegare a vostro figlio che è il suo comportamento, non lui in sé, che va condannato e corretto.
  • Analizzate attentamente la situazione: discutete con vostro figlio dei segnali e delle conseguenze del bullismo e chiedetegli come si sentirebbe se dovesse subire lo stesso trattamento da parte di altri. A volte i ragazzi non si rendono conto che il loro comportamento si connota come bullismo.
  • Spiegate a vostro figlio come pensate di agire, se ad esempio intendete allertare la scuola, e come vi aspettate che lui si comporti (ad esempio che si scusi con la persona cheha infastidito o aggredito o che gli scriva una lettera).
  • Assicuratevi che vostro figlio disponga di tempo e di spazi adeguati per ragionare con voi sul proprio comportamento.

PER SCARICARE IL BOOKLET http://www.azzurro.it/sites/default/files/Bullying_and_your_child.pdf