“ASSAGGIARE E’ LA PAROLA MAGICA,
INSISTERE QUELLA CHE L’ACCOMPAGNA”

GIC intervista Francesca Denoth, nutrizionista, ricercatrice presso il CNR di Pisa, sul rapporto CIBO ADOLESCENTI GENITORI

1. Una recente indagine della società italiana di medicina dell’adolescenza “Adolescenti Alimenti per Crescere” fotografa un quadro abbastanza sconsolante sintetizzabile in: adolescenti a tavola, menù poco variati. Nei piatti abbondano pasta e carne, ma sono nettamente insufficienti verdura, legume e pesce. E’ d’accordo con questi dati?
Sì. Oggi sono molti gli studi epidemiologici confermano questi dati sia a livello regionale sia nazionale. La tendenza alla dieta poco variata inizia molto prima dell’adolescenza, infatti molti bambini in età prescolare attraversano un periodo di selezione alimentare. È in questa fase che assume particolare importanza educare al gusto e i genitori sono i primi a dover compiere “quest’ardua impresa”. Direi che ASSAGGIARE è la parola magica, INSISTERE quella che la accompagna. È molto più semplice accogliere le richieste dei bambini piuttosto che insegnare loro ad apprezzare gusti nuovi e diversi ma, come per ogni altro processo cognitivo, è lo stimolo che conta. Senz’altro la disponibilità degli alimenti sul mercato influenza moltissimo le scelte, non solo quelle degli adolescenti, ma anche quelle dei genitori: il cibo già pronto o la carne da scaldare sono di veloce preparazione e nei ritmi cadenzati della vita di oggi rappresentano una scelta facile ma non sempre salutare e soprattutto poco variata. Quando si parla di adolescenti, inoltre, la propensione all’iperproteico può essere dettata da altre mode, basti pensare all’ambiente delle palestre dove persone non propriamente preparate consigliano, oltre che mangiare molte proteine, di assumere integratori ad alto contenuto proteico. Se è vero che l’atleta ha un aumentato fabbisogno proteico bisognerebbe capire quanti giovani frequentatori di palestre hanno questa reale necessità e, una volta appurato, solo personale esperto dovrebbe consigliare il piano alimentare più adatto. Oltre al menù poco variato il frequente ricorso a fuoripasto ipercalorici e il rilevante consumo di bevande gassate e zuccherate, contribuiscono ad una dieta sbilanciata soprattutto in giovane età. In sintesi si può definire questo contesto ‘ambiente obesogenico’ che porta sia all’incredibile diffusione del sovrappeso ma, cosa ancora più grave, ad una crescente epidemia di Diabete di tipo II fra bambini e adolescenti, facile intuire quali saranno le conseguenze sulla salute in età adulta.

2. Ma quanto sanno i nostri ragazzi relativamente a valori nutritivi, importanza di un cibo rispetto ad un altro, proteine e vitamine contenute in un cibo piuttosto che in un’altro?
Nella maggior parte dei casi sono piuttosto preparati. Spesso mi è capitato di tenere seminari nelle scuole e la stragrande maggioranza della platea ha dimostrato una buona conoscenza rispetto al contenuto in macronutrienti (proteine, carboidrati e grassi). Più difficile riscontrare una preparazione su alternative proteiche non animali come ad esempio i legumi che di fatto sono poco presenti nella dieta degli adolescenti. Piuttosto direi che manca l’abitudine a consumare alimenti di qualità, infatti le conoscenze su cosa significhi realmente cibo di qualità sono scarse. I ragazzi sanno cosa significa ‘biologico’, ma pochi conoscono la definizione ‘alimenti a filiera corta’. Ancora scarse le conoscenze sulla biodisponibilità dei nutrienti da parte dei diversi alimenti, ovvero la capacità dell’organismo di assorbirli in base a come un determinato alimento viene consumato: stagionalità, maturazione, cottura e molti altri elementi possono variarne l’assorbimento e quindi le reali capacità di nutrire.
D’altra parte non si può pretendere da parte degli adolescenti una preparazione così approfondita, ma sono convinta che la scuola può fare molto e di fatto sono molti i progetti attivi in questo senso.

3. Genitori, qual è il loro ruolo a tavola ma soprattutto prima, quando si devono fare anche scelte alimentari adeguate a tutta la famiglia?
Come condividerle con i propri figli?
Come accennato prima, il ruolo dei genitori è determinante. Come evidenziato dall’indagine “Adolescenti Alimenti per Crescere”, pochi ragazzi e ragazze accompagnano i genitori a fare la spesa. Del resto fra impegni di studio, sport e altri hobby, come dare loro torto se riescono a passare un’ora del loro tempo con gli amici piuttosto che a studiare etichette degli alimenti? Si perché la buona alimentazione parte soprattutto dal fare la spesa. Non a caso ho parlato di studio, poiché il diritto agroalimentare e di conseguenza l’etichettatura degli alimenti si aggiornano di continuo. Ma per rendere la spesa più semplice basta tenere presenti pochi accorgimenti, fra questi: comprare frutta e verdura di stagione e maturi, possibilmente a ‘chilometri zero’ o scegliere i mercati rionali. Si possono trovare buoni prodotti ortofrutticoli anche nella grande distribuzione, ma bisogna dare uno sguardo in più alle etichette. Inoltre si osservano differenze sostanziali nelle diverse regioni italiane e fra zone rurali e urbane. Ancora, le famiglie in cui i genitori hanno un lavoro che li vede impegnati per tutta la giornata, dedicheranno 1 al massimo 2 ore, prevalentemente nel fine settimana agli acquisti alimentari, vedendosi costretti ad un maggior consumo di alimenti a lunga conservazione. Parlando mi viene in mente che potrebbe essere una buona idea proporre alle scuole di portare i ragazzi al supermercato all’interno del percorso formativo di scienze, alcuni ipermercati già propongono percorsi didattici specifici.

4. Gli adolescenti, a differenza di quanto avviene nell’infanzia, iniziano ad avere una loro autonomia decisionale e comportamentale nei confronti del cibo. Iniziano inoltre a diventare “consumatori” nel senso adulto del termine ed è quindi importantissimo che questo passaggio si sviluppi nei modi più corretti possibili. Cosa può consigliare?
Come per qualsiasi altro prodotto di acquisto, la cosa più scontata è dire: “Rendere il consumatore informato”. Questo come ho già detto si può fare sia con l’educazione in famiglia sia affrontando l’argomento nelle scuole. La scuola è il luogo dove gli adolescenti trascorrono buona parte della giornata mentre, almeno in apparenza, prestano poca attenzione alle raccomandazioni dei genitori. Ecco perché la scuola potrebbe avere un ruolo determinante, non mi riferisco a progetti spot, ma all’introduzione dello specifico argomento nel percorso delle materie scientifiche. Inoltre potrebbe essere utile sostituire buona parte dei prodotti acquistabili dai distributori automatici, con prodotti freschi, piccole confezioni di frutta e verdura e lasciare che l’influenza fra pari faccia il suo gioco nella scelta della merenda. Infatti, anche tutta la conoscenza possibile sull’argomento nutrizione e il consumatore più aggiornato possono ben poco se la disponibilità sul mercato di prodotti salutari resta limitata. In attesa che il mercato si proponga in maniera più consistente, consiglio ai ragazzi di prepararsi a casa snack a base di verdure o frutta per saziare quella ‘smania’ allo stomaco che può sopraggiungere anche dopo la merenda. Anche quest’ultima può essere preparata a casa impiegando ingredienti base scelti accuratamente per qualità, in questo modo si può preparare un ottimo panino farcito, magari utilizzando pane di grani antichi e affettato, così da rendere la merenda gustosa ma anche con un buon valore nutrizionale. Saltare la merenda è assolutamente sbagliato.

(intervista a cura di Stefano Alemanno)

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