“ASSAGGIARE E’ LA PAROLA MAGICA,
INSISTERE QUELLA CHE L’ACCOMPAGNA”

GIC intervista Francesca Denoth, nutrizionista, ricercatrice presso il CNR di Pisa, sul rapporto CIBO ADOLESCENTI GENITORI
(SECONDA PARTE).

 

1. Quale di questi aspetti secondo lei è più importante in una corretta alimentazione?
– Numero dei pasti
– Apporto calorico corretto
– Varietà del menu
Difficile scegliere….. direi che tutti e tre gli aspetti sono importanti, però se dovessi metterli in ordine di importanza partirei dalla qualità, non menzionata nell’elenco, poi la varietà, quindi il rispetto del numero dei pasti (almeno 5 al giorno) ed in fine l’apporto calorico. Per quanto riguarda quest’ultimo, proprio perché ci stiamo rivolgendo ad adolescenti, parlerei piuttosto di bilanciamento energetico adeguato, ovvero introdurrei il concetto di dispendio energetico. La questione è molto semplice: se introduco più calorie di quelle che consumo ingrasso, se ne introduco meno dimagrisco se ne introduco tante quante ne consumo il mio peso rimane stabile. In queste equazioni devono rimanere come premesse essenziali la qualità e il numero dei pasti.

Vorrei che fosse chiaro che non sono tanto le calorie ingerite in assoluto che determinano l’aumento o il calo ponderale, ma piuttosto quante calorie introduciamo rispetto a quelle che consumiamo, tenendo conto anche del metabolismo basale, cioè quelle calorie necessarie all’organismo per mantenere le funzioni vitali. Ma la salute non è fatta solo di calorie e massa grassa, ma principalmente dalla qualità delle calorie e il corretto bilanciamento di macro e micro nutrienti.

2. Ad ogni fase della vita corrispondono particolari esigenze.
Le esigenze da soddisfare per mantenersi in salute variano a seconda dell’età ma quando si tratta di adolescenti ci sono alimenti più importanti che si sente di consigliare?
Quale tipo di dieta consiglierebbe?
Le tabelle LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia) redatti e aggiornati dalla Società Italiana di Nutrizione Umana, forniscono informazioni dettagliate al milligrammo rispetto ai fabbisogni per sesso ed età. Chi ha esigenze nutrizionali particolari dovrebbe essere seguito da personale esperto. In ogni caso, in fase di crescita, le diete fai da te sono sempre sconsigliabili.

Sono una forte sostenitrice della Dieta Mediterranea che purtroppo è divenuta una ‘grande sconosciuta’ proprio in un Paese come il nostro che si affaccia sul bacino mediterraneo e che ne è stato la culla, esattamente a Nicotera. Spesso le nozioni su questo stile alimentare sono confuse e richiamano l’immagine di un grande piatto di pasta al pomodoro, ma è solo un travisamento di una cultura alimentare con provati effetti benefici sulla salute e di prevenzione di molte malattie cronico degenerative, in particolare quelle cardio vascolari.

3. Prodotti freschi vs prodotti confezionati
Esistono cibi assolutamente off-limits?
I prodotti freschi sono senz’altro da preferire a quelli confezionati, ma nella fretta quotidiana, si può optare anche per un confezionato di qualità, quindi bisogna leggere l’etichetta e osservare soprattutto a quali trattamenti e procedimenti è stato sottoposto il prodotto.

Alimenti off-limits? Personalmente direi di no, ma alcuni vanno considerati come gratificazione del palato, comunque fondamentale in quanto esseri umani, ma consapevoli che il valore nutrizionale e scarso, quindi, ok al consumo ma occasionale e con moderazione. Perché, poi, non riscoprire tante vecchie merende o dilettarsi in cucina preparando qualcosa di sfizioso? Gli stimoli da parte dei Media non mancano.

4. I bambini e gli adolescenti italiani sono fra i più obesi d’Europa: la percentuale di ragazzini più che sovrappeso è intorno al 6 per cento nel Nord Italia e oltrepassa il 17 per cento al Sud. Ma che cosa c’è dietro i chili di troppo, nella vita di questi ragazzi? Come vivono in famiglia, hanno altre “debolezze” oltre al cibo?
Sicuramente le abitudini delle famiglie italiane sono cambiate e spesso i ragazzi consumano pasti fuori casa, difficile trovare genitori o nonni che preparano il pranzo. Alcuni studi basati sull’osservazione confermano che la famiglia si ritrova intorno alla tavola per consumare la cena, ma spesso gli spuntini fuoripasto sono costituiti da pizza e altri alimenti acquistati nei fast-food che spesso contribuiscono a sbilanciare la dieta.

Le influenze culturali nel nostro Paese radicano profondamente anche nell’alimentazione. Inutile girarci intorno: al Sud si mangia ancora rispettando maggiormente i criteri della Dieta Mediterranea e la disponibilità di prodotti ortofrutticoli freschi (e maturati sulla pianta) è migliore. Tuttavia si eccede nella quantità, e una parte dell’eccesso è dovuta alla cultura. Basta pensare che fino a 70 anni fa, si doveva mangiare perché le fatiche fisiche da affrontare durante la giornata erano molte. L’idea di “mangia che ti fa bene” aveva tutta la sua ragione di esistere, anche perché in ogni caso difficilmente si arrivava a mangiare troppo. Se si leggono i libri sulla storia della Dieta Mediterranea ci si rende subito conto che la carne era un lusso per pochi e si mangiava un paio di volte alla settimana, i pescatori potevano far conto sul pesce, tutti i cereali e derivati erano integrali, si utilizzavano molti legumi ma soprattutto frutta e verdura. Il fabbisogno energetico degli adolescenti di oggi è decisamente inferiore rispetto a quello dei loro bisnonni soprattutto perché si muovono di meno.

Senza entrare nel merito di eventuali disturbi del comportamento alimentare che devono essere attentamente valutati da esperti, la prima “debolezza” in assoluto è la sedentarietà: bambini e adolescenti hanno la tendenza a dedicare il tempo libero ad attività sedentarie (televisione, intrattenimenti elettronici). La scuola italiana non ci viene in aiuto, due ore settimanali di educazione motoria non sono sufficienti ai fini del conseguimento e mantenimento di un buono stato di salute. Studi recenti parlano di 1 ora al giorno per osservare una efficacia sul benessere e la prevenzione di sovrappeso e obesità. Non tutte le famiglie possono permettersi di far praticare sport ai propri figli e non parlo solo di eventuali problemi economici, ma anche della mancanza di tempo per accompagnare e riprendere dalla struttura sportiva, non sempre le strutture possono essere raggiunte a piedi in bicicletta o con mezzi pubblici. Infine, la progettazione urbana porta all’utilizzo delle automobili invece di mezzi che richiedono movimento fisico e la ristrettezza degli spazi pubblici per svolgere attività. fisica all’aria aperta mancano soprattutto nelle zone urbane. La famiglia ha quindi un ruolo importante anche nel trasmettere l’educazione al movimento, ma come per il gusto, l’intervento deve essere precoce e l’adolescente dovrebbe già aver consolidato il concetto che l’esercizio fisico fa parte di uno stile di vita corretto.

(intervista a cura di Stefano Alemanno)

La prima parte dell’intervista:
Cibo adolescenti genitori (prima parte)

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