Nel 1886, la popolarità della cocaina ebbe un grande impulso grazie a John Pemberton che incluse le foglie della coca come ingrediente nella sua nuova bevanda analcolica, la Coca Cola, forse in risposta al Vin Mariani realizzata con il pregiato vino Bordeaux dove venivano macerate foglie di coca. L’euforia e gli effetti energizzanti per il consumatore contribuirono a far salire alle stelle la popolarità della Coca Cola al volgere del secolo. Per moltissimi anni si è tollerato il consumo di cocaina credendo che non creasse particolari problemi.

di Luigi Stella pubblicato su http://blog.sitd.it/

Purtroppo la storia di questa sostanza si è rilevata molto pericolosa, infatti, oggi sempre di più il consumo di cocaina aumenta tra i giovani, ma anche tra i meno giovani in modo preoccupante. La cosa ancora più preoccupante è che, dalle notizie raccolte dalle persone che si arrivano ai Servizi per essere curati, risulta che il fenomeno ha raggiunto i livelli di una vera e propria “epidemia”, infatti, per ogni persona che arriva ai Servizi, c’è ne sono almeno 10 che continuano a consumare cocaina, senza avvertire la necessità di curarsi.

La cocaina è uno dei più potenti stimolanti del sistema nervoso centrale (SNC) presente in natura. E’ uno dei 14 alcaloidi estratti da due piante che crescono spontaneamente in Sud America (Eritroxylum Coca e Eritroxylum Novogranatense), le foglie vengono macerate e amalgamate sino a formare una pasta da cui, per raffinazione, si ottiene della polvere cristallina biancastra che contiene la cocaina cloridrato. Negli anni ’50 la chiamavano “neve” e veniva spacciata in polvere candida da “sniffare”. Attualmente, viene assunta inalandola per via nasale, fumata (crack) o iniettata endovena (ma per lo più, questa è una modalità dei poliassuntori).

Chi la usa non dorme e si alimenta poco; passato l’effetto ci si sente stanchi, privi di energie e depressi: si avverte quindi nuovamente l’esigenza di assumere la sostanza. Questa dipendenza si rafforza con l’aumento del dosaggio e della frequenza di assunzioni, fino ad arrivare ad una dipendenza totale.

L’abuso provoca stress, intossicazione, vita disordinata, alimentazione scarsa e poco oculata; porta, quindi, a un danneggiamento consistente a carico del SNC e dell’organismo. Complicanze generali da uso di cocaina sono: malnutrizione e forte dimagrimento ponderale, udito ridotto, mancanza di gusto e olfatto, riniti, sinusiti, ulcerazioni nasali, setto perforato “sniffing, tracheo-bronchiti, arresto respiratorio acuto, ipertensione arteriosa transitoria, infarto del miocardio, ictus cerebrale, convulsioni, psicosi, ipertermia maligna e depressione. Le crisi depressive portano inoltre spesso ad associare altre sostanze, come alcool o psicofarmaci, in un maldestro tentativo di automedicazione causando così, ulteriori danni alla propria salute. Infatti, l’associazione di alcool e cocaina porta alla formazione di un nuovo metabolita, denominato cocaetilene, che potenzia la tossicità. Socialmente chi assume cocaina è spesso incapace di valutare correttamente le proprie capacità e i risultati delle proprie azioni: il comportamento diviene violento, viene azzerata la capacità autocritica e spesso si arriva all’isolamento e alla paranoia.

Sono da evitare le mescolanze con altre sostanze. L’associazione cocaina-eroina dà vita ad un cocktail micidiale, chiamato speed-ball, di grande intensità e minima durata. In questi casi, troppa cocaina può potenziare gli effetti depressivi dell’eroina sulla respirazione e aumentare il rischio di arresto respiratorio e quindi decesso. I forti consumatori che assumono il farmaco per via endonasale possono consumare la sostanza in singoli episodi (bouts) di consumo o in una serie di episodi (binges), spesso consumandolo finché la quantità disponibile non si è esaurita. Nel caso della somministrazione per via endovenosa (o endonasale), la cocaina può venire assunta anche ogni 10-15 minuti. Una serie di episodi di consumo di cocaina dura di solito 12 ore, ma può proseguire per diversi giorni.

La cocaina genera un comportamento compulsivo; se si è stati dipendenti, anche a distanza di anni, la vista di cose o oggetti che ricordino la coca può far scattare un improvviso desiderio incontrollabile (craving).

Il vero problema per l’Addiction da cocaina è che attualmente, le nostre capacità di intervenire farmacologicamente nelle dipendenze da sostanze d’abuso, sono migliori per quanto riguarda gli oppiacei. L’overdose da oppiacei può infatti essere trattata con l’antagonista dei recettori per gli oppiacei naloxone, mentre la sindrome da astinenza può essere trattata con farmaci agonisti come metadone e buprenorfina; quest’ultimi vengono utilizzati soprattutto nella terapia di mantenimento. Per tale dipendenza, in effetti, non sono oggi ancora disponibili interventi farmacologici specifici, né per l’overdose, nè per la dipendenza. La Food and Drug administration (FDA), non riconosce trattamenti farmacologici specifici per la dipendenza da cocaina.

Recentemente un gruppo italiano in collaborazione con gli USA ha pubblicato un lavoro molto interessante. Precisiamo che trattasi di uno studio pilota, come confermato dagli stessi autori, con un numero di pazienti limitato, quindi saranno necessari studi con numeri più consistenti per poter confermare queste preliminari osservazioni. Questo per scongiurare facili speranze sia per i pazienti che per le famiglie che vivono il dramma della dipendenza da cocaina.

Uno degli autori dello studio è il Prof. Luigi Gallimberti, ricercatore presso l’IRCCS San Camillo di Venezia che ha affermato: “Alcuni studi mostrano che circa il 2% de giovani adulti in Europa hanno usato cocaina nell’ultimo anno. Si stima anche che più di 20 milioni di persone nel mondo soffrono a causa dell’uso di cocaina. I trattamenti per questo disturbo sono limitati, e non vi sono trattamenti disponibili”.

continua su http://blog.sitd.it/2016/04/19/come-la-neve-non-faceva-rumore-ormai-e-vera-emergenza/

Clicca su "Accetto" per consentire l'utilizzo dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi