Le domande rivolte allo staff di Genitori in Corso e degli altri progetti correlati. Domande e risposte per iniziare a capire il contesto del progetto e le possibilità di aiuto offerto dallo scambio immediato e senza filtri con psicologi, medici, operatori del sociale, ma anche con altri genitori, pronti a condividere le proprie esperienze.

Attraverso questo modulo puoi contattare Genitori in Corso. Potrai porre domande in maniera anonima ai nostri esperti (medici, psicologi, assistenti sociali, educatori), per una consulenza, una informazione, una richiesta di aiuto.

Genitori in Corso è uno spazio proposto dal Comune di Firenze, a tutti i genitori di adolescenti di Firenze.

Come funziona:

  • I campi contrassegnati con * sono obbligatori
  • Un nostro operatore autorizzato (vedi chi siamo) risponderà presto alla tua domanda
  • Il tempo di risposta potrebbe variare a seconda della difficoltà del quesito
  • La domanda sarà nascosta a tutti finché non verrà pubblicata assieme alla risposta
  • Una volta pubblicata, la risposta sarà leggibile a tutti nell’archivio
  • Se preferisci una risposta privata, usa la pagina “Contatti”
  • Facoltativo: inserisci il tuo indirizzo email se vuoi ricevere un avviso quando verrà pubblicata la risposta

Salve, vorrei trovare altri genitori che hanno vissuto o che stanno vivendo l'esperienza di un figlio/a all'estero per studio. Sono la mamma di una ragazza di 16 anni che ha vinto una borsa di studio per un anno scolastico in Cina ... mi piacerebbe condividere la gioia di questa meravigliosa opportunità che le è stata offerta, che inevitabilmente a chi resta porta la malinconia di avere un pezzo di cuore lontano. Grazie

Buongiorno prima di tutto faccio i complimenti a tua figlia che affronterà un’esperienza splendida; per avere questa opportunità deve essere proprio brava.

Sarà difficile anche al momento del rientro nel nostro sitema scolastico perchè so di insegnanti del liceo che sono contrari a queste esperienze e non lo rendono facile.

Mi fa piacere raccontare la mia esperienza anche se un po’ diversa.

Mia figlia Sara è stata in Sapagna per un anno di Erasmus universitario.

Ha fatto il quarto anno di medicina a Badajoz una cittadina al confine tra Spagna e Portogallo (tipo Siena).
Ti posso garantire che con Skipe (almeno dalla Spagna ) è come averli a casa ; se avessi voluto, avrei potuto andare a trovarla abbastanza facilmente ma in realtà non l’ho fatto perchè ho capito che si era organizzata in modo tale che la sua quotidianità era scandita completamente dai suoi impegni. E’ tornata solo pochi giorni per Pasqua e per Natale.
In queste esperienze i ragazzi si abituano a convivere con culture diverse, con persone che non hanno scelto casualmente (la Sara, con mia grande sorpresa, li ha trovati su Facebook e dopo un anno dal suo rientro sono ancora in contatto!!), si abituano a rispettare regole che spesso in casa trasgrediscono (come il rispetto delle parti comuni, occuparsi dell’aspetto economico e conciliare i tempi del divertimento con quelli dello studio senza che sia un adulto, in qualche modo, a sovraintendere ) . Mia figlia è tornata sicuramente più matura (ma sempre disordinata !!!)
Per quanto riguarda noi genitori abbiamo avuto almento all’inizio due atteggiamenti diversi infatti io ero subito convinta mentre mio marito era più titubante sia per l’aspetto della “sicurezza della sua bambina ” sia per la continuità nello studio .
E’ certo che abbiamo concordato con lei, fin dall’inizio, che non sarebbe stata una vacanza e che ci aspettavamo risultati concreti a fronte anche di un impegno economico .
La cosa più importante secondo me è stata darle ancora più fiducia e rispetto e recidere quell’invisibile cordone ombelicale che ci porta continuamente a cercare di sostituirci a loro nelle scelte (anche solo per amore ). Con questa esperienza siamo cresciuti tutti tanto che la mia figlia minore che entra in secondo anno di ingegneria sta già informandosi per andare anche lei .
Capisco che la Cina sia veramente molto lontana ma sono sicura che organizzandovi bene (magari con un vostro viaggio nel periodo natalizio o a metà percorso ..) potrete superare ogni difficoltà. E mettete in conto anche che lei non se la senta di finire .., poco male non è una sconfitta è una scelta responsabile, e anche le decisione di tornare va rispettata . sarà comunque una esperienza di conoscenza anche delle sue capacità di adattamento .
Tanti auguri di cuore
Guta Meggiboschi, GenitoriInCorso

Come posso fare per capire se mio figlio si fuma le canne?

Risposta:
Questo delle canne è un problema che più o meno tutti i genitori devono porsi, vista la grande diffusione che hanno tra i giovani. Se vuoi dirmi qualcosa di più su cosa ti preoccupa di tuo figlio possiamo fare ragionamenti più mirati. In generale si possono osservare dei cambiamenti nel comportamento, nell’umore, svogliatezza e disinteresse per cose che prima interessavano, l’essere sfuggente o poco presente nei rapporti familiari. Se l’uso è occasionale invece è difficile accorgersene e si può ricorrere agli esami tossicologici sulle urine, dai quali si può risalire anche ad un uso nei 10-15 giorni precedenti.
Barbara Manzini, psicologa – Genitori In Corso

A mio figlio patentato da meno di un anno è stata ritirata la patente xchè positivo all'alcool test (0,71), con relativa multa e azzeramento punti. Se il prefetto non dovesse notificare entro 15 giorni, può chiedere la restituzione della patente?

Risposta:
Il limite temporale fissato per infrazione dell’art.186 del Codice della Strada in prima fascia (tasso alcolemico sotto 0.8 G/l) è di venti giorni dopo i quali si può richiedere al Giudice di Pace la restituzione della patente, in quanto si configura come reato amministrativo e non penale (tasso alcolemico superior a 0.8).
In ogni caso tuo figlio dovrà successivamente presentarsi in Commissione Medica Locale per svolgere analisi ed accertamenti sui suoi consumi di alcolici.
La Redazione, Genitori In Corso

Mio figlio di 17 anni è stato beccato dalla polizia con 4,8 gr di marijuana per uso personale. Sono stato chiamato per l'affido del minore e i poliziotti mi hanno detto che verrò chiamato dalla prefettura (forse) ed è stato segnalato al tribunale dei minori. Ci sono altre conseguenze?

Risposta:
In seguito a questa segnalazione si aprirà nei confronti di tuo figlio il procedimento amministrativo (e non penale!) previsto dall’art.75 DPR 309/90 (detenzione per uso personale di sostanze stupefacenti) e verrà convocato, insieme ai genitori, dalla vostra prefettura di residenza per effettuare un colloquio con un assistente sociale. Nel corso del colloquio, se è la sua prima segnalazione, verrà valutata la possibilità di chiudere il suo procedimento con un invito a non fare più uso di sostanze stupefacenti. Altrimenti verrà decisa la sanzione da applicargli e che può comportare la sospensione, o il divieto a prendere, la patente, il passaporto e/o il porto d’armi per un periodo da uno a tre mesi. Verrà inoltre invitato ad effettuare un programma terapeutico che, se concluso, gli consentirà di ottenere la revoca della sanzione e, quindi, la restituzione anticipata dei documenti sospesi.
Non siamo in grado di darti informazioni relativamente ai provvedimenti che potrebbe prendere il tribunale per i Minorenni in merito a questo episodio.
Antonella Righini, Assistente Sociale Prefettura di Firenze – Genitori In Corso

Volevo sapere se la legge che vieta la somministrazione degli alcolici ai minori di anni 18 è stata approvata

Risposta:
Il tema dell’alcol ha un’ampia rispondenza sul piano legislativo nazionale. Il Codice Penale, ad esempio, regolamenta non solo la somministrazione delle bevande ma anche l’aspetto della imputabilità dello stato di ebbrezza. Qui di seguito presentiamo alcuni articoli del Codice Penale tra i più significativi.
Art. 689 C.P.
Somministrazione di bevande alcoliche a minori o a infermi di mente
La norma prevede il divieto, da parte di un esercente di un locale pubblico, di somministrare bevande alcoliche ai minori di 16 anni o a persone che appaiono in condizioni mentali tali da pregiudicare le loro capacità di intendere e di volere. La violazione di tale norma è punita con la pena pecuniaria da € 516,00 a € 2.582,00 o con la pena della permanenza domiciliare da 15 a 45 giorni o quella del lavoro di pubblica utilità da 20 giorni a 6 mesi; la pena è aumentata se dal fatto deriva ubriachezza. La condanna comporta inoltre la sospensione dell’esercizio.
Nel regolamento per l’esecuzione del T.U.18 giugno 1931, n. 773 delle Leggi di pubblica sicurezza (R.D. 1940 n:635), l’articolo 188 prevede inoltre che i minori di 18 anni non possano essere adibiti alla somministrazione di bevande alcoliche negli esercizi pubblici.
Art. 690 C.P.
Determinazione in altri dello stato di ubriachezza
E’ punibile (pena pecuniaria da € 258,00 a € 2.582,00) chiunque provoca ad altri, in luogo pubblico o aperto al pubblico, uno stato di ubriachezza somministrando bevande alcoliche.
La legge n° 214 del 1 agosto 2003, che converte in legge il decreto legge 27 giugno 2003 n° 151, recante modifiche e integrazioni al Codice della Strada, ha introdotto l’articolo 6-bis che prevede il divieto di somministrazione di bevande superalcoliche (superiori a 21°) negli esercizi commerciali con accesso sulle autostrade.
Gran parte delle norme vietano solo la somministrazione diretta delle bevande alcoliche, ma non esiste finora nessuna disposizione che regolamenti la vendita. Questo significa, ad esempio, che ad un minore di 16 anni per legge non può essere servito un bicchiere di vino, ma può liberamente acquistarne una bottiglia intera in un supermercato.
La Redazione, Genitori In Corso

Mio figlio dice ad un amico: "Mi sono fatto un personale doppio e l'effetto è durato 15 minuti...". Che vuol dire?

Questa domanda, e relativo scambio di opinioni, rappresenta un fedele e sentito contributo che ci sentiamo di condividere per far meglio comprendere come Genitori In Corso possa offrire aiuto anche nella veste di “anonimi”, con le proprie esperienze personali, e non solo da professionisti del settore

Risposta:
Non saprei forse si riferisce ad un modo di chiamare le canne (dato che spesso per personal si intende una canna fatta e fumata da soli) ma è solo una supposizione.
Forse per capire di più, ma non solo sul modo particolare di nominare le cose di suo figlio e dei suoi amici, non esiste altro modo di cercare di entrare in relazione direttamente con lui su questa area di cose.
Un atteggiamento non giudicante aiuterà di certo.
Mi rendo conto che è difficile perché le paure reciproche sono molte ma non esiste altro modo per capire di più.
Federica Gamberale, psicologa – Genitori In Corso

Risposta del lettore:
Cara dottoressa, anzitutto la ringrazio per il suo aiuto. Secondo, poi, vorrei dirle che da parte mia non c’è assolutamente l’intenzione di giudicare mio figlio… Vorrei solo aiutarlo…
purtroppo lui non parla né con me, né con la madre, ha totalmente chiuso i canali, differentemente da qualche anno fa, quando dei problemi se ne parlava e insieme si trovava una soluzione… chiamarli problemi ora quelli, mi fa ridere amaramente… sì, so che può sembrare umiliante e frustrante mendicare informazioni su ciò che fa, dalla sua pagina FB lasciata aperta x sbaglio… e in effetti lo è, ma per ora, non abbiamo altro modo… questo universo per noi sconosciuto, quello delle sostanze, ci è piombato in casa, si è impadronito del dolce ragazzino che è sempre stato, di quella che fino ad allora era stata la nostra famiglia, della coppia che io e mia moglie eravamo… perché ci sta uccidendo… ma per parlare di questi problemi mi rendo conto che non basterebbe un mese, quindi lasciamo stare… potrebbe tuttavia consigliarmi dei libri (SE ESISTONO) che parlino di esperienze di droga fatte dai ragazzi e raccontate in prima persona da loro, se vogliamo anche in chiave un po’ “”””lucida””””” in modo che, siccome a “parlare” è un ragazzo come lui e non un papà bigotto, ciò riesca ad APRIRE in lui una piccola riflessione… perché non diciamoci cazzate… queste sostanze, anche quelle considerate più leggere, blande e innocue, fanno MALE (MI FACCIA SFOGARE) e lo dimostrano le numerose differenze che ora noto in lui nella memoria e concentrazione, nella positività e nella voglia di fare, nella capacità di tollerare le frustrazioni dovute alle sue sconfitte personali… se le vengono in mente dei libri di questo genere x ragazzi, può cortesemente suggerirmi i nomi?
La ringrazio ancora.
Un papà

Commento da Anonima:
Per essere genitore non bastano due occhi, ma ce ne vorrebbero cento… Apprezzo molto l’attenzione che lei pone al comportamento di suo figlio. Spesso i ragazzi ci lanciano segnali che, distratti come siamo dai nostri impegni, non cogliamo; invece lei mostra di sapere leggere dietro le righe. Le dico per esperienza che dare dei giusti limiti a un ragazzo a questa età è estenuante come affrontare un cavallo imbizzarrito. Poi però a distanza di anni, i figli ti ringraziano e il tuo comportamento diventa per loro un modello a cui ispirarsi in futuro. Questo è accaduto con mio figlio e non mi pentirò mai essere intervenuta laddove c’era da intervenire. Pensi che suo figlio ha sicuramente le sue risorse, dato che può contare su un genitore come lei e, se aiutato, le tirerà fuori.

Mia figlia risulta positiva all'AMP eppure giura di non aver preso niente. Cosa devo pensare?

Risposta:
Purtroppo se non ci dai maggiori dettagli sul tipo di analisi effettuata e quale era la sostanza ricercata, non siamo in grado di darti una risposta.
In attesa di avere maggiori dettagli possiamo avanzare un’ipotesi.
Potrebbe trattarsi di positività alle anfetamine.
Ovvero di farmaci nei quali queste sostanze sono presenti oppure è stata assunta ecstasy o sostanze analoghe.
La Redazione, Genitori In Corso

A cosa va incontro mio figlio minorenne trovato lievemente positivo ai cannabinoidi?

Continuazione della domanda:
Il 15 gennaio mio figlio 17 anni (ne compie 18 a marzo) ha avuto un incidente stradale con la moto 125 senza coinvolgimento di altre persone o veicoli. Moto distrutta e regolarmente demolita. Portato al pronto soccorso gli sono stati fatti gli esami per ricerca sostanze stupefacenti e alcol come é di legge. Al momento della dimissione il medico mi ha detto che é risultato leggermente positivo ai cannabinoidi senza specificare altro. Al momento in cui scrivo i vigili non sono ancora in possesso di suddette esami. Vi chiedo a cosa andiamo in corso? Grazie.

Risposta:
Per adesso a niente, ma quando sarà maggiorenne e vorrà prendere la patente, questa segnalazione comporterà che la motorizzazione gli chiederà di presentarsi in Commissione Medica Locale per fare analisi sulle sostanze necessarie al conseguimento della atente. Iter che probabilmente poi si ripeterà negli anni con cadenze stabilite dalla CML.
La Redazione, Genitori In Corso

Mio figlio ha ammesso di aver fatto due tiri di marijuana in gita ai primi di aprile. Fatta un'analisi urine il 18 di aprile risulta +265 di cannabinoidi. È un valore giusto per uso saltuario o ha fumato più di quello che dice?

Risposta:
Non si può stabilire con una sola analisi delle urine. Ripetendo l’analisi dopo una settimana, se ha fumato solo in una occasione, l’esito dovrebbe essere negativo.

Roberto Baronti, medico Laboratorio analisi ASL 10 Firenze – Genitori In Corso

Sono una madre preoccupata. Mio figlio appena maggiorenne fa uso di cannabis. Lui non si ritiene dipendente, lo fa perché lo fa stare "bene" e perchè secondo lui fa meno danni dell'alcool

Continuazione della domanda:
Io mi rendo conto che si sta alienando, frequenta solo gente che ha la stessa abitudine, non è capace di impegnarsi né a scuola, né ora nella ricerca di un lavoro. A casa dorme anche 12 ore filate e quando si alza è sgarbato, inconcludente e non vede l’ora di uscire per raggiungere i suoi amici. Come posso per prima cosa fargli capire che è diventato dipendente?!? E come posso aiutarlo?

Risposta:
Da quello che racconti forse ci hai visto giusto e i segni che descrivi sembrano proprio quelli di uno stato di apatia legato all’uso di THC. Continua a parlargli, senza essere rimproverante ma accogliente e sempre disponibile a comunicare. Prova a fargli presente tutto il tempo che sta perdendo ad un età in cui le possibilità sarebbero tante e forse anche più divertenti…
Laura Calviani, medico Ser.T. ASL 10 Firenze – Genitori In Corso

È vero che l'alcol fa più male agli "under 16"? Com'è possibile?

Risposta:
Le sostanze che introduciamo nell’organismo subiscono un processo di trasformazione, distruzione (metabolizzazione), principalmente nel fegato. Ogni sostanza viene “trattata” da specifici “enzimi”. L’alcool non fa eccezione. L’enzima che metabolizza l’alcool etilico è l’alcool deidrogenasi. Il motivo per cui l’alcool fa più male agli under 16 che agli adulti è il fatto che la quantità di questo enzima negli adolescenti è circa la metà che negli adulti. Il risultato di questa situazione è il fatto che, quando un adolescente beve una certa quantità di alcool, è come se ne bevesse il doppio di un adulto che beve la stessa quantità.
Ma c’è un altro motivo per cui l’alcool è più pericoloso negli adolescenti che negli adulti: e in questo caso è l’epidemiologia a dircelo. Sembra, infatti, che chi inizia a bere prima di 15 anni, ha una probabilità di diventare alcolista superiore di 4 volte rispetto a chi non inizia così presto.
Purtroppo nella nostra cultura non si tiene molto in considerazione tutto ciò. Al contrario moltissimi adulti tendono a far iniziare il contatto con l’alcool ai loro figli o nipoti molto presto. L’alcool inoltre ha, nella nostra cultura, un significato quasi di iniziazione all’età adulta. Questa cultura è alimentata dall’industria delle bevande alcoliche che ne ricava proventi molto alti: pensiamo al martellamento pubblicitario che ci arriva continuamente da tutti i mass media.
La Redazione, Genitori In Corso

Come capire se una persona (mio fratello) fa uso di cocaina?

Risposta:
La risposta è piuttosto complessa in quanto le situazioni alle quali ci si può trovare di fronte sono molto diverse. Cerchiamo di fare un po’ d’ordine.
L’uso di cocaina purtroppo è in grande diffusione e sta provocando grossi danni. Naturalmente l’intensità dell’uso varia molto da utilizzatore a utilizzatore.
Ma può anche variare molto nello stesso utilizzatore nel corso del tempo. Anche gli effetti possono variare anche in considerazione della comparsa di tossicità cronica (psicosi, deliri, allucinazioni). Sotto l’effetto della cocaina (che dura molto poco: circa 30-40 minuti) la persona può apparire euforica, allegra, logorroica oppure agitata, delirante, in certi casi anche violenta. Dopo la fine dell’effetto in genere colui che ha usato cocaina può apparire in uno stato di torpore, di umore molto nero, con movimenti lenti, voce “impastata”. Non si tratta sempre di situazioni molto significative: in altre parole una persona può essere euforica, allegra e logorroica anche se non ha usato cocaina o altre sostanze stupefacenti. La conseguenza è che non si può essere sempre certi di come stanno le cose.
La conoscenza profonda della persona aiuta molto.
Infatti alcune persone capiscono immediatamente se chi è loro molto vicino (figlio, partner, amico…) ha fatto uso o no di cocaina. Ma questo non succede spesso.
In conclusione, nella maggior parte dei casi in cui chi usa cocaina vuol tenerlo nascosto, l’unica cosa che può svelare la realtà sono gli esami tossicologici.
Laura Calviani, medico Ser.T. ASL 10 Firenze – Genitori In Corso

In Italia è mai stato riscontrato l'uso della rape drug, il GHB? Vi faccio questa domanda perché per lavoro sono spesso in Olanda, dove viene fatta una forte campagna di informazione su questa sostanza (e ho una figlia di 17 anni che va in discoteca)

Risposta:
La risposta è affermativa. Anche il Italia è presente l’abuso del GHB. Sono stati riscontrati anche dei casi di overdose. Il GHB viene usato come farmaco per la sindrome d’astinenza da alcool ed a questo scopo funziona bene. L’uso in terapia però è molto delicato proprio perché le sue caratteristiche rendono alto il rischio di abuso. La legislazione attuale lo considera una sostanza stupefacente. Ci risulta che sia stato usato, in certe occasioni, unito a bevande alcoliche, all’insaputa di chi beveva allo scopo di ridurre le difese della persona.
Stefano Bertoletti, operatore – Genitori In Corso

Esiste una droga che distrugge i sentimenti?

Risposta:
Devo dire che questa esperienza di “esperto” di questo sito si sta rivelando molto interessante. Questa domanda è estremamente stimolante.
Durante l’effetto di una droga, per definizione, c’è una alterazione dei sentimenti. Per essere più precisi potremmo dire che i sentimenti che la persona avrebbe in un dato momento (in relazione alle sue caratteristiche, al momento che sta passando, al contesto che lo circonda, ecc. ecc.), per l’effetto chimico-farmacologico della sostanza assunta, cambiano. Facciamo un esempio: se io sto vivendo un momento doloroso (ad es. un lutto) probabilmente provo dei sentimenti di dolore, di nostalgia, di tristezza o altro. Se in quel momento io uso una sostanza psicoattiva ne subisco gli effetti e i miei sentimenti cambiano momentaneamente in maniera diversa in base a vari fattori, primo fra tutti, il tipo di sostanza usata. Questo è solo un esempio. Ne potremmo fare un numero infinito. Anche la durata dell’effetto varia, in conseguenza di vari fattori, in particolare in base al tipo di sostanza. Ad esempio l’effetto dell’alcool o della cannabis dura alcune ore, l’effetto della cocaina dura 30-40 minuti. Un altro fattore fondamentale che influisce sulla durata e sulle caratteristiche dell’effetto, a parità di sostanza, è l’assuefazione della persona a quella sostanza psicoattiva.
Un esempio molto esplicativo credo che si possa fare prendendo in considerazione la cocaina. I primi usi della sostanza agiscono su una situazione dei sentimenti che potremmo considerare, per semplicità, “normale”. Dopo usi ripetuti, finito l’effetto, inizia ad instaurarsi uno stato di “down” dell’umore e l’uso di cocaina non potrà fare altro che riportarlo (se ci riesce) ad un livello “normale”: non sarà quindi in grado provocare la sensazione di euforia ricercata. Questo discorso è estremamente schematico e poco esauriente, ma, penso, ci possa dare un’idea di quello che succede con l’uso ripetuto di una sostanza psicoattiva. Quanto detto, ovviamente, tende a provocare l’aumento, nel tempo, della quantità di sostanza usata, con tutto quello che ne può conseguire.
Se io uso una sostanza psicoattiva per cercare una scorciatoia rispetto a un sentimento doloroso, finito l’effetto, riproverò quel sentimento e spesso in maniera più intensa e potrei sentirne anche altri spiacevoli o pericolosi come conseguenza della tossicità della sostanza usata. Un esempio sono gli stati di ansia e panico, i pensieri paranoici o deliranti, che possono comparire dopo l’uso più o meno protratto di sostanze allucinogene e/o eccitanti.
La risposta alla tua domanda è che “una droga che distrugge i sentimenti” e cioè: “che abolisce per sempre la capacità di provare sentimenti” non esiste.
Restiamo sempre degli esseri che provano sentimenti. Una sostanza chimica può anestetizzarli temporaneamente, alterarli per sempre, ma mai abolirli.
Gioacchino Scelfo, medico – Genitori In Corso