promuovere una complementarietà positiva tra scuola, famiglia e servizi per educare i ragazzi evitando rivalità educative e conseguenti equivoci e ambiguità su temi complessi.

Le parole per dirlo

GIC intervista gli operatori della Educazione alla Salute (Monica Rosselli) e del Servizio Coordinamento Centri Consulenza Giovani e Salute Mentale Infanzia e Adolescenza della Usl Toscana Centro – Ambito Firenze (Patricia Bettini) a conclusione del corso di formazione su affettività e sessualità rivolto agli insegnanti del territorio fiorentino.

1. Qual è l’obiettivo formativo in ambito scolastico sui temi della corporeità-affettività-sessualità di bambini e ragazzi?

Il corso di formazione appena concluso è frutto della collaborazione pluridecennale fra servizi dell’Azienda Sanitaria e le scuole di ogni ordine e grado del territorio fiorentino ed attua le raccomandazioni internazionali, europee, italiane e regionali, in tema di promozione della salute nell’infanzia e nell’adolescenza nei contesti scolastici.
L’obiettivo formativo è la necessità di veicolare nelle scuole un linguaggio comune e scientificamente corretto su temi complessi e condividere metodologie didattiche utili al lavoro con i bambini e ragazzi nei gruppi classe sul tema della corporietà e affettività promuovendo fra gli insegnanti una “complementarietà positiva” con le famiglie, evitando rivalità educative e conseguenti equivoci e ambiguità su temi complessi.

2. Quali sono i punti nodali della formazione agli insegnanti su questi temi?

– Il riconoscimento che nel Corpo e attraverso il Corpo ogni persona vive i processi di apprendimento psico-fisici-sociali, cognitivi, emotivi e relazionali che, nelle interazioni con l’ambiente, determinano la promozione o meno dei fattori protettivi (fiducia, autostima, esplorazione e sicurezza) e delle competenze personali e sociali  (life skills) implicate nella progressiva acquisizione di consapevolezza, autodeterminazione e scelta in merito alla salute e al progetto di vita.
– Il riconoscimento che apprendimenti positivi su questi temi promuovono globalmente uno sviluppo più armonico e sicuro e contribuiscono a contrastare fattori di rischio e prevenire varie forme di disagio nell’infanzia e nell’adolescenza: isolamenti, discriminazioni e violenza nelle sue ampie accezioni (abusi, maltrattamenti, molestie, violenza sessuale, bullismo), dismorfofobie, autolesionismo, disordini del comportamento alimentare, comportamenti a rischio (relazioni non paritarie, concepimenti non desiderati, dipendenze, ludopatie,…).
– Il riconoscimento che tutti gli adulti di riferimento sono implicati in questi processi di apprendimento e che la scuola è una occasione formativa dove (in complementarietà positiva con le famiglie) si apprendono, all’interno della didattica, i contenuti scientifici che riorganizzano informazioni corrette e promuovono fattori protettivi e abilità funzionali allo sviluppo positivo ed armonico di bambine/i e adolescenti, nelle loro varie fasi evolutive.
– Il riconoscimento che il lavoro con il gruppo classe, attraverso un metodo educativo partecipato e collaborativo, è la modalità più appropriata per riconoscimenti reciproci ed arricchimenti utili agli apprendimenti per tutti.

3. La formazione ha offerto specifici strumenti educativi agli insegnanti sui temi della corporeità-affettività-sessualità ?

Molto utile è la nostra proposta all’inizio della formazione di un questionario di autoriflessione per fissare negli insegnati la consapevolezza delle proprie conoscenze, opinioni e valori, attitudini e controattitudini, bisogni formativi in merito ai temi e agli obiettivi proposti dal corso.

Per il lavoro con la classe agli insegnanti proponiamo una Griglia di osservazione dei bisogni didattici-formativi e alcuni strumenti utili alla progettazione e al lavoro in classe (stimoli teorici, giochi ed attivazioni che promuovano il senso di cooperazione nei gruppi classe) calibrati per le diverse fasce di età
Inoltre offriamo supporto degli operatori-formatori ASL per incontri nelle scuole con gli stessi insegnanti e i genitori delle classi coinvolti in progetti di educazione all’affettività
Per le III classi delle scuole secondarie di I° grado è previsto il coinvolgimento dei Centri Consulenza Giovani dell’Azienda Sanitaria al fine di approfondire e/o integrare alcuni aspetti tematici ritenuti importanti per la fascia d’età,  tramite anche le domande dei ragazzi/e, conoscere un servizio specifico che potrebbero in futuro utilizzare.

4 – Quali i vissuti degli insegnati  che hanno partecipato al corso sull’ educazione affettiva dei ragazzi ?

Al corso hanno partecipato complessivamente 90 insegnanti delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria con una presenza attenta ed attiva e una condivisione unanime di intenti ed obiettivi.
I vissuti emersi sono stati estremamente eterogenei, rispecchiando la consapevolezza della complessità e della delicatezza di questi argomenti, connotati da valori culturali e vissuti personali, che possono interferire a livello didattico ed educativo anche a propria insaputa.
Come comprensibile, la discussione maggiore si è concentrata sui seguenti punti:
La necessità di acquisire, all’interno della loro professionalità di insegnanti, una competenza didattica (non psicologica ma strettamente pedagogica-educativa) che permetta loro di trasmettere contenuti scientifici e messaggi positivi, attraverso un linguaggio verbale e non verbale congruente con i contenuti e gli obiettivi didattici e formativi prefissati.
Il bisogno (valido sempre) della collaborazione con le famiglie, per promuovere una “complementarietà positiva”, affinchè gli esiti nei gruppi classe siano maggiori, senza incorrere in equivoci, ambiguità, rivalità educative e conflitti ideologici che, oltre che ostacolare ed inficiare i progetti, rischiano di minare i rapporti di fiducia esistenti o di incrementare diffidenze già presenti e, nei confronti dei bambini/e e adolescenti stessi.

5 – Quali le aspettative degli insegnati sul ritorno operativo della formazione sul lavoro in classe ?

Alcune insegnanti hanno esplicitato di voler seguire quanto proposto, altre/i si sono riservati di darsi tempo per analizzarne la fattibilità nei propri contesti scolastici. La maggioranza ha però espresso che il corso permetterà loro di:
– Vedere con occhi diversi e con visione allargata sia i bisogni evolutivi dei bambini/e e adolescenti delle loro classi, sia i bisogni dei genitori, sia le proprie attitudini e contrattitudini sui temi trattati
-Cogliere le risorse e opportunità didattiche, tener conto dei limiti ma non per questo “immobilizzarsi” e provare a “smussare” criticità affrontabili.
– Documentarsi in merito al materiale che abbiamo condiviso e provare a mettere in pratica ciò che per loro e per il loro contesto è realizzabile.
– Sapere che, se lo ritengono, nelle modalità concordate, possono confrontarsi con noi operatori ASL per avere supporto, monitoraggio, orientamento e valutazione di strategie integrative possibili.

6 – Quali sono i punti chiave dell’alleanza scuola e famiglie nell’educazione dei ragazzi sulle tematiche Corporeità-Affettività-Sessualità?

Mettere “al centro” i bisogni evolutivi e di sviluppo dei bambini/e e degli adolescenti

Mantenere l’ascolto, la premura ed il rispetto affinchè lo sviluppo di ogni bambino/a e adolescente proceda esplorando con fiducia e speranza

Riconoscersi reciprocamente come “tutti importanti tasselli di un tutto” per evitare disconferme reciproche con la conseguenza di lasciare campo su questi temi a contenuti veicolati dai mass media e dalla comunicazione on line.

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