• Durante l’effetto di una droga, per definizione, c’è una alterazione dei sentimenti. Per essere più precisi potremmo dire che i sentimenti che la persona avrebbe in un dato momento (in relazione alle sue caratteristiche, al momento che sta passando, al contesto che lo circonda, ecc. ecc.), per l’effetto chimico-farmacologico della sostanza assunta, cambiano. Facciamo un esempio: se io sto vivendo un momento doloroso (ad es. un lutto) probabilmente provo dei sentimenti di dolore, di nostalgia, di tristezza o altro. Se in quel momento io uso una sostanza psicoattiva ne subisco gli effetti e i miei sentimenti cambiano momentaneamente in maniera diversa in base a vari fattori, primo fra tutti, il tipo di sostanza usata. Questo è solo un esempio. Ne potremmo fare un numero infinito. Anche la durata dell’effetto varia, in conseguenza di vari fattori, in particolare in base al tipo di sostanza. Ad esempio l’effetto dell’alcool o della cannabis dura alcune ore, l’effetto della cocaina dura 30-40 minuti. Un altro fattore fondamentale che influisce sulla durata e sulle caratteristiche dell’effetto, a parità di sostanza, è l’assuefazione della persona a quella sostanza psicoattiva.

    Un esempio molto esplicativo credo che si possa fare prendendo in considerazione la cocaina. I primi usi della sostanza agiscono su una situazione dei sentimenti che potremmo considerare, per semplicità, “normale”. Dopo usi ripetuti, finito l’effetto, inizia ad instaurarsi uno stato di “down” dell’umore e l’uso di cocaina non potrà fare altro che riportarlo (se ci riesce) ad un livello “normale”: non sarà quindi in grado provocare la sensazione di euforia ricercata. Questo discorso è estremamente schematico e poco esauriente, ma, penso, ci possa dare un’idea di quello che succede con l’uso ripetuto di una sostanza psicoattiva. Quanto detto, ovviamente, tende a provocare l’aumento, nel tempo, della quantità di sostanza usata, con tutto quello che ne può conseguire.

    Se io uso una sostanza psicoattiva per cercare una scorciatoia rispetto a un sentimento doloroso, finito l’effetto, riproverò quel sentimento e spesso in maniera più intensa e potrei sentirne anche altri spiacevoli o pericolosi come conseguenza della tossicità della sostanza usata. Un esempio sono gli stati di ansia e panico, i pensieri paranoici o deliranti, che possono comparire dopo l’uso più o meno protratto di sostanze allucinogene e/o eccitanti.

    La risposta alla tua domanda è che “una droga che distrugge i sentimenti” e cioè: “che abolisce per sempre la capacità di provare sentimenti” non esiste.

    Restiamo sempre degli esseri che provano sentimenti. Una sostanza chimica può anestetizzarli temporaneamente, alterarli per sempre, ma mai abolirli.

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