Una delle cose che le nostre figlie imparano fin da piccole è che mostrarsi sexy, ammiccanti, puntare sul proprio aspetto fisico e sulla propria immagine è la chiave di successo per garantirsi un futuro in tutti i settori della vita: amore, amicizia e professione.  Del resto, anche le statistiche parlano chiaro in questo senso: negli ultimi 50 anni i comportamenti dei giovani in ambito sessuale sono notevolmente cambiati. L’inizio dell’attività sessuale si è spostata verso età sempre più precoci, si è verificato in età minorile un incremento di gravidanze indesiderate e di infezioni sessualmente trasmesse ed è aumentato l’uso di alcol e droghe, congiuntamente all’attività sessuale. Tra i fattori di natura psicologica ed educativa che hanno contribuito al fenomeno, i media occupano invece una posizione predominante. Infatti, l’accumulo di immagini e contenuti a tema sessuale ha normalizzato nella vita dei giovanissimi una percezione francamente sessualizzata dell’esistenza, agendo anche a livello cerebrale, attraverso la stimolazione e il rilascio di gonadotropine da parte di ipotalamo e ipofisi, con conseguente attivazione dei circuiti neuroendocrini deputati alla secrezione di ormoni che stimolano gli organi sessuali ad iniziare la loro attività anticipatamente rispetto a quanto dovrebbe avvenire per programmazione naturale.

Sono proprio questi aspetti problematici di sessualizzazione precoce che portano ad una particolare forma di adultizzazione del minore, che passa attraverso la sua “erotizzazione”, fenomeno che secondo quanto dichiarato dall’American Psychological Association, si basa su quattro elementi in base ai quali:

l’articolo prosegue sul blog del suo autore ALBERTO PELLAI TUTTO TROPPO PRESTO

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