Salve, vorrei trovare altri genitori che hanno vissuto o che stanno vivendo l’esperienza di un figlio/a all’estero per studio. Sono la mamma di una ragazza di 16 anni che ha vinto una borsa di studio per un anno scolastico in Cina… mi piacerebbe condividere la gioia di questa meravigliosa opportunità che le è stata offerta, che inevitabilmente a chi resta porta la malinconia di avere un pezzo di cuore lontano. Grazie

  • Buongiorno, prima di tutto faccio i complimenti a tua figlia che affronterà un’esperienza splendida; per avere questa opportunità deve essere proprio brava.

    Sarà difficile anche al momento del rientro nel nostro sistema scolastico perché so di insegnanti del liceo che sono contrari a queste esperienze e non le rendono facili.

    Mi fa piacere raccontare la mia esperienza anche se un po’ diversa.

    Mia figlia Sara è stata in Spagna per un anno di Erasmus universitario.

    Ha fatto il quarto anno di medicina a Badajoz una cittadina al confine tra Spagna e Portogallo (tipo Siena).

    Ti posso garantire che con Skype è come averli a casa; se avessi voluto, sarei potuta andare a trovarla abbastanza facilmente ma in realtà non l’ho fatto perché ho capito che si era organizzata in modo tale che la sua quotidianità era scandita completamente dai suoi impegni. E’ tornata solo pochi giorni per Pasqua e per Natale.

    In queste esperienze i ragazzi si abituano a convivere con culture diverse, con persone che non hanno scelto casualmente (Sara, con mia grande sorpresa, li ha trovati su Facebook e dopo un anno dal suo rientro sono ancora in contatto!), si abituano a rispettare regole che spesso in casa trasgrediscono (come il rispetto delle parti comuni, occuparsi dell’aspetto economico e conciliare i tempi del divertimento con quelli dello studio senza che sia un adulto, in qualche modo, a sovraintendere). Mia figlia è tornata sicuramente più matura (ma sempre disordinata!!!)

    Per quanto riguarda noi genitori abbiamo avuto almeno all’inizio due atteggiamenti diversi infatti io ero subito convinta mentre mio marito era più titubante sia per l’aspetto della “sicurezza della sua bambina” sia per la continuità nello studio.

    E’ certo che abbiamo concordato con lei, fin dall’inizio, che non sarebbe stata una vacanza e che ci aspettavamo risultati concreti a fronte anche di un impegno economico.

    La cosa più importante secondo me è stata darle ancora più fiducia e rispetto e recidere quell’invisibile cordone ombelicale che ci porta continuamente a cercare di sostituirci a loro nelle scelte (anche solo per amore). Con questa esperienza siamo cresciuti tutti tanto che la mia figlia minore che entra in secondo anno di ingegneria sta già informandosi per andare anche lei.

    Capisco che la Cina sia veramente molto lontana ma sono sicura che organizzandovi bene (magari con un vostro viaggio nel periodo natalizio o a metà percorso…) potrete superare ogni difficoltà. E mettete in conto anche che lei non se la senta di finire, poco male non è una sconfitta è una scelta responsabile, e anche le decisione di tornare va rispettata. sarà comunque una esperienza di conoscenza anche delle sue capacità di adattamento.

    Tanti auguri di cuore!

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