Che cosa accade quando la morte di una persona che amiamo arriva nella nostra vita?

Che cosa succede quando questo accade a un bambino o a un adolescente?

GIC ha scelto di affrontare questo argomento con chi lo ha vissuto sulla propria pelle e ha visto sconvolgere la propria esistenza in pochi minuti.
Riuscendo però a farne un punto fermo dal quale ripartire ed offrendo la propria esperienza ad altri.

Incontriamo Flavia Buzzonetti, che ha contribuito alla progettazione e realizzazione di “Soli ma insieme”, un sito interattivo che aiuta bambini e ragazzi ad affrontare l’esperienza della perdita di una persona cara.

Vuoi presentarti ai nostri lettori e spiegare da chi e perché nasce l’iniziativa di “Soli ma insieme?

“Soli ma insieme” nasce dal lavoro di due enti non profit: “FILE- Fondazione Italiana di Leniterapia Onlus” di Firenze e “Gruppo Eventi – Formazione e Sostegno” di Roma, entrambe impegnate in attività di supporto alle famiglie nell’elaborazione delle perdite.
Il mio desiderio di collaborare a questo progetto, voluto fortemente da FILE, nasce dal mio vissuto personale…sei anni fa ho perso improvvisamente mio marito in un ‘incidente stradale e mi sono trovata con i miei due figli (all’epoca di sei e nove anni) a dovere gestire un terremoto emotivo che ha sconvolto le nostre vite nelle “fondamenta”.
L’amore per i figli dà molto coraggio ma “stare” nello stesso dolore può anche farti sentire fragile…perchè come genitore ti trovi, solo, ad avere la responsabilità di riuscire a trasmettere “comunque” fiducia, coraggio, fede nella vita.
Nella mia esperienza ho capito che molto poco si sa di quello che sentono dentro i bambini quando vivono una perdita e poche sono anche le “opportunità” che hanno per esprimere i loro sentimenti..
Da qui è nato il nostro desiderio di fare qualcosa per i bambini e i ragazzi, per farli sentire meno soli.

A chi si rivolge la vostra Fondazione?

FILE si occupa di cure palliative, o leniterapia, ossia le cure nate con lo scopo di lenire il dolore dei malati alla fine della loro vita e delle loro famiglie.
FILE si rivolge a chi ha bisogno di lenire il proprio dolore, del fisico e dell’anima.
Nel suo percorso accanto a coloro che vivono la fine della propria vita, FILE si è trovata a confrontarsi con le difficoltà che si vengono a creare in una famiglia quando una persona muore, lasciando i propri cari nel disorientamento, nella solitudine, nell’angoscia dell’assenza.

Cosa offrite?

Offriamo gratuitamente assistenza medica ed infermieristica specialistica in Cure Palliative sia a domicilio che in hospice.
Offriamo interventi di psicologi, consulenze, Gruppi di auto mutuo aiuto, ed una serie di strumenti ed iniziative volti ad alleviare le sofferenze dei più giovani.

Abbiamo realizzato il libro “Si Può” edito da Carthusia Edizioni, la storia di una perdita raccontata ai bambini, per farli sentire meno soli, per aiutare grandi e piccini a parlarne, a non temere di ascoltare. E poi il sito, per “stare accanto” ai bambini e ragazzi in lutto e per dare una mano agli adulti che sono loro vicini.
Su richiesta delle scuole lavoriamo con i docenti e i genitori per aiutarli ad affrontare il tema della malattia, del dolore, della morte.

Pochi mesi fa la decisione di aprire un sito web http://solimainsieme.it/ e quindi sperimentare anche la rete ed i social, perché e con quali risultati?

La rete oggi è uno dei punti di riferimento più forti per bambini e ragazzi…inutile negare, al di là delle varie considerazioni che si possono fare al riguardo, questa “realtà”.

Abbiamo pensato al sito (primo portale interattivo di questo tipo in Italia) come un luogo dove i bambini e i ragazzi possono navigare con i tempi e le modalità che preferiscono, uno spazio dove confrontarsi con testimonianze di coetanei che hanno vissuto la loro stessa esperienza di perdita, dove possono esplorare le emozioni (ad esempio anche tramite la musica), informarsi, chiedere un aiuto se lo vogliono, condividere un dubbio, un pensiero, il ricordo di chi amano e non c’è più.
Il sito, lo dico per i genitori, è comunque un luogo “protetto”, controllato ecc..

Spesso si pensa che per i più piccoli sia più facile dimenticare e rimuovere un lutto. Cosa ne pensi?

Ognuno ha la propria storia e quindi è difficile generalizzare…Io penso che le ferite subite nell’infanzia te le porti dietro tutta la vita se non ti è stata data la possibilità di elaborarle…con i tuoi tempi.

I bambini rispetto a noi adulti nel vivere una perdita hanno dalla loro parte il futuro l’energia una certa incoscienza ma non basta…fanno più “fatica” a stare dentro un dolore e per questo hanno bisogno di tempo, di dolcezza e di profondo rispetto.

Qual è stato per i tuoi figli il momento più difficile?

E’ una domanda terribile per me…perché i momenti duri sono stati tanti.
Ricordo l’ espressione di quello più grande quando gli ho detto che il suo babbo aveva avuto un’incidente e che era grave, gravissimo..non ha detto niente, ho visto nel suo sguardo che qualcosa dentro di lui cedeva e ha fatto con il corpo un movimento all’indietro come se gli fosse stato lanciato addosso un’enorme pietra…ecco credo che in quel momento una parte di lui si è spezzata per sempre. E ora che è “grande”, un ragazzo ormai (16 anni), mi ha confessato che nella nuova scuola dove va e dove nessuno sa niente prova un senso di “vergogna” e timore che qualcuno possa scoprire il suo segreto..essere senza padre.

Vuoi dire qualcosa ai nostri lettori in chiusura di questa intervista?

So che la morte è un’ argomento che istintivamente provoca una chiusura, un senso di angoscia tale che tanto vale…non parlarne. E non serve dire che fa parte della vita…fa tanta paura lo stesso!

Ed è naturale che sia così…ma i “nostri” bambini , i “nostri” ragazzi hanno bisogno di noi quando si trovano a vivere una perdita…di noi che pure con le nostre fragilità e le nostre insicurezze possiamo aiutarli condividendo le emozioni, lasciandoli liberi di esprimere le loro paure, i loro pensieri, lo smarrimento.

L’esperienza del dolore è “un viaggio” molto faticoso ma che dà anche la possibilità di scoprire nuove risorse dentro e fuori di noi e di rimettere al centro quel sentimento aggrovigliato misterioso e grandissimo che è l’amore.

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